Come ogni anno, dicembre porta con sé non soltanto le festività natalizie ma anche l’attesa tredicesima mensilità, un’iniezione di liquidità fondamentale per milioni di famiglie italiane.
Ma chi ne ha diritto? Quando viene pagata? E ci sono categorie escluse? Facciamo il punto.
La tredicesima è una mensilità aggiuntiva che viene riconosciuta a lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e pensionati. Non si tratta di un bonus straordinario, ma di una retribuzione differita: ogni mese il datore accantona una quota della busta paga, che viene poi liquidata a dicembre.
Hanno diritto a riceverla:
1. Lavoratori dipendenti del settore privato
La tredicesima spetta a:
È regolata dai contratti collettivi nazionali (CCNL): per questo l’importo può variare in base al settore e all’anzianità.
2. Dipendenti pubblici
Per il pubblico impiego la tredicesima è garantita e calcolata sullo stipendio tabellare e altre voci fisse. Arriva in un’unica soluzione nel mese di dicembre.
3. Pensionati
L’INPS eroga la tredicesima insieme all’assegno di dicembre. Per molti pensionati è un sostegno importante per affrontare la spesa del periodo natalizio.
Sono normalmente esclusi:
Il principio generale è che spetta 1/12 della retribuzione per ogni mese lavorato.
Fattori che incidono sull’importo:
Per i pensionati, il calcolo avviene sul rateo della pensione mensile.
La tredicesima è tassata come reddito da lavoro o da pensione, ma non comprende detrazioni per lavoro dipendente o carichi familiari: ciò comporta un prelievo più elevato rispetto alla normale busta paga.
Nonostante venga spesso percepita come uno “stipendio extra”, la tredicesima ha regole di calcolo ben precise che la rendono diversa — e di solito più bassa — rispetto alla normale retribuzione. Da chiarire subito che la tredicesima non sarà detassata. Prima dell'approvazione della manovra, si erano ipotizzati scenari differenti — dall’esenzione totale Irpef a una tassazione agevolata al 10% - che non sono stati poi tradotti in alcun provvedimento.
Molti si chiedono come mai la tredicesima risulti spesso più leggera rispetto alla normale busta paga. La ragione è semplice: nel calcolo non vengono incluse alcune voci aggiuntive della retribuzione, come straordinari, premi variabili o indennità non fisse. Inoltre, le detrazioni fiscali che alleggeriscono lo stipendio mensile non si applicano alla tredicesima, rendendola di fatto più tassata. Per i pensionati, invece, l’importo della tredicesima corrisponde generalmente al cedolino di dicembre, senza variazioni particolari.
La tredicesima continua a maturare anche durante determinati periodi di assenza retribuita, come malattia, maternità, infortunio, congedo matrimoniale o parentale. Non matura invece per i periodi di assenza non pagata, come i congedi non retribuiti o le sospensioni dal lavoro.
Ecco alcuni esempi di calcolo della tredicesima. Gli importi in euro si rifersicono a reddito lordo annuo, lordo mensile, netto mensile e netto tredicesima.