Gli sviluppi di queste settimane, segnati da volatilità e da un quadro internazionale incerto, hanno reso ancora più evidente come sicurezza, sostenibilità e accessibilità rappresentino tre dimensioni interdipendenti, tanto più in un contesto globale complesso come quello attuale.
Senza energia accessibile non c’è competitività, senza sicurezza non c’è affidabilità e senza sostenibilità non c’è futuro. Il contesto richiede perciò visione e responsabilità: rafforzare la resilienza del sistema energetico nazionale e garantire stabilità agli investimenti non è solo un obiettivo industriale, ma una scelta di sistema.
Le analisi degli scenari Shell per l’Italia restituiscono un quadro chiaro. Le prospettive al 2040 indicano un calo limitato del petrolio: mentre il trasporto su strada si elettrifica progressivamente infatti, altri segmenti, come il trasporto aereo, continuano a crescere. In questo quadro, l’Italia resterà ancora dipendente dalle importazioni, con una produzione domestica che, secondo le stime, nel 2040 coprirà circa il 12% del fabbisogno. Il gas naturale si conferma un pilastro per il sistema industriale. La domanda potrà registrare una lieve flessione solo mel medio-breve termine, ma resterà strutturale. Anche in questo caso la produzione interna continuerà a coprire solo una frazione dei consumi (tra il 6% e il 12% dei consumi al 2040), con le importazioni, insieme al contributo di GNL e biogas, che resteranno componenti strutturali del sistema.
Indicazioni importanti arrivano anche dai dati ARERA, secondo cui nel 2024 oltre il 95% del gas disponibile in Italia è arrivato dall’estero; così come dall’estero proviene la gran parte (circa il 90%) del petrolio. I dati sulla Situazione energetica nazionale 2024, forniti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, evidenziano inoltre come la quota di importazioni nette rispetto alla disponibilità energetica lorda – indicatore del grado di dipendenza del Paese dall’estero – sia pari al 73,5%. La crescita delle importazioni da LNG segnata dagli ultimi anni è in linea con una tendenza di un mercato globale, dove flessibilità e diversificazione, guidano la transizione energetica. C’è dunque ancora da fare per ridurre in modo strutturale l’esposizione del Paese. Per farlo, l’Italia parte da una condizione di vantaggio, data da infrastrutture di rete ramificate, un mercato maturo ed una regolazione agile, oltre che da una posizione geografica strategica rispetto ad altri Paesi europei. A questo si aggiunge un alto potenziale di crescita nelle rinnovabili e negli impianti di flessibilità in linea con obiettivi e politiche europee, nonché margini per intervenire con misure tariffarie in linea con il resto d’Europa per rendere più competitivo l’accesso ai terminali di rigassificazione.
Ciò che rende poi unico il Paese è la presenza di ricchezze nel sottosuolo, di risorse di idrocarburi accertate, con numeri della produzione nazionale che, a regimi vigenti e guardando anche solo alle concessioni esistenti già rilasciate, potrebbero crescere significativamente, invertendo un declino accumulato negli anni. Il futuro energetico del Paese passa per le scelte strategiche di oggi. Con ottimismo va riconosciuta l’ambizione del Governo di valorizzare nell’agenda politica, con il recente Decreto Bollette, la produzione di gas nazionale, che deve ora tradursi in uno sforzo concreto dell’apparato amministrativo per fare sintesi e razionalizzare i procedimenti autorizzativi.
2026-04-08T15:59:13Z