RIFORMA PER ESTETISTI E PARRUCCHIERI. CON MULTE DA 50MILA EURO AGLI ABUSIVI

Estetisti e parrucchieri ora finiscono sotto il casco del legislatore. Il nuovo disegno di legge presentato stamattina dal senatore di Fratelli d’Italia, Renato Ancorotti (fondatore con la figlia Enrica di Ancorotti Cosmetics, impresa terzista della cosmesi), modifica e aggiorna le norme ferme agli anni ’90 sui settori di acconciatura ed estetica. Una riforma che riguarda quasi 150mila imprese e 290mila operatori, per un fatturato da legge di bilancio ma un sommerso del 27%.

“Parliamo di un settore che vale circa 16 miliardi di euro”, ha detto Ancorotti, che ha ricordato sia il peso economico del comparto che la sua “funzione sociale”, dato che “andiamo dal nostro parrucchiere o dall’estetista per sentirci bene con noi stessi”, perciò “un comparto del genere deve essere maggiormente riconosciuto. Vogliamo restituirgli reputazione attraverso una legge che valorizzi il lavoro, la formazione e contrasti l’abusivismo. Dando orgoglio e appartenenza, si crea anche una maggiore predisposizione a emergere dall’ombra e a operare nella legalità”.

Un fatturato “pari quasi a una legge di bilancio”, ha aggiunto Michele Ziveri, presidente di Confartigianato Benessere e della sezione Acconciatori. “Inoltre, con un 27% di lavoro sommerso, il doppio rispetto alla media nazionale, questa norma rappresenta anche uno strumento concreto contro l’abusivismo”, spiega.

Tra le principali innovazioni, prosegue Ziveri, l’introduzione “dell’‘affitto di poltrona’, previsto da un avviso comune del 2011” ma ora viene riconosciuto. “Un passo avanti per reinserire nel mercato del lavoro, in regola, molte persone che vogliono rimettersi in gioco”. Il contratto di affitto di poltrona consente al titolare di un salone di concedere, dietro pagamento, l’uso di una postazione di lavoro a un’altra impresa in possesso dei requisiti professionali previsti, una forma di collaborazione che consente l’ottimizzazione dell’uso degli spazi e favorire l’autoimpiego e la transizione verso forme di imprenditorialità autonoma. Le imprese fino a due addetti potranno affittare due poltrone, quelle da tre a sei fino a tre poltrone, quelle con almeno sette ne potranno concedere quattro.

Il ddl Ancorotti predispone poi standard per i corsi di aggiornamento, così da uniformarli a livello nazionale, inasprisce le sanzioni per chi non ha le qualifiche per fare un determinato mestiere o è abusivo e crea una disciplina delle attività fuori dal negozio. Nasce pure il “responsabile tecnico temporaneo”, ossia un dipendente, familiare o collaboratore in possesso di qualifica professionale e con tre anni di esperienza nel ramo.

Particolarmente rilevanti le novità per gli estetisti, come ricordato da Stefania Baiolini, al vertice di Confartigianato Estetica. Sono state riconosciute “nuove figure professionali: oltre all’estetista, l’onicotecnico, il truccatore e il lashmaker”, mentre “viene regolamentata in modo chiaro e uniforme la formazione, distinguendo qualifica e abilitazione, con percorsi dedicati a minorenni e maggiorenni. Sono particolarmente orgogliosa dell’articolo sulle sanzioni, che rafforza la lotta all’abusivismo: le multe salgono da 5mila a 50mila euro e può essere disposta la chiusura dell’attività da uno a due anni per chi opera senza i requisiti”.

Viene pure riconosciuta la specializzazione in estetica oncologica, mentre si pensa a un esonero dall’obbligo di comunicazione per la vendita al dettaglio di prodotti cosmetici, erboristici da banco e integratori alimentari per le imprese artigiane dell’estetica. Il disegno prevede infine l’aggiornamento periodico - almeno biennale - dell’elenco delle apparecchiature ad uso estetico.

Un provvedimento che ha ricevuto rapidamente “apprezzamento” da Confartigianato, Cna e Casartigiani, per cui si tratta di “una riforma attesa che valorizza professionalità, legalità e innovazione nel settore del benessere e che segna un passaggio fondamentale per la modernizzazione del comparto”.

2025-11-11T11:45:31Z