«Una stella perché il mare è troppo bagnato» o perché «il cameriere ha la camicia sgualcita». Di recensioni paradossali ne è pieno il web, palcoscenico di una sorta di commedia dell’assurdo. Una realtà talmente presente da alimentare pagine social seguitissime che danno adito a recensori folli e talvolta mettono alla gogna proprietari furiosi. Ma l’era dei leoni da tastiera dei voti dovrebbe presto finire. Sono entrate ufficialmente in vigore le nuove disposizioni della legge 34/2026 (Ddl Pmi) che promettono di regolare i commenti nel settore alberghiero e della ristorazione.
Per diventare operative mancano solo le linee guida di Antitrust e Agcom. L’obiettivo è chiaro: basta con le recensioni "fake", scritte per vendetta o vantaggio mesi dopo. La norma, infatti, stabilisce che la recensione per essere valida deve essere pubblicata entro 30 giorni dalla fruizione del servizio o dall'acquisto del prodotto. Non solo.
Il commento deve arrivare da chi ha effettivamente varcato la soglia del locale o dormito in quell'hotel. La prova? La critica, positiva o negativa che sia, deve essere accompagnata da scontrini o fatture. Addio anche ai voti «comprati». Sarà vietato legare il giudizio a sconti, regali o altri vantaggi economici, «con attenzione anche al mondo dei social network e degli influencer, dove contenuti apparentemente spontanei possono nascondere accordi commerciali non dichiarati», precisa Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti. E ci sarà una scadenza: dopo due anni i commenti non verranno più considerati validi per mancanza di attualità. I proprietari di ristoranti e alberghi «potranno segnalare le recensioni che non rispettano i requisiti di liceità previsti dalla norma», dichiara Melluso. «Quando le recensioni vengono gestite in modo non trasparente o, peggio, risultano idonee a indurre in errore i consumatori, si altera il corretto funzionamento del mercato e si mina la libertà di scelta degli utenti», sottolinea ancora.
Ma non mancano le criticità. Consumerismo Noprofit lancia l'allarme su alcune «ombre». Come il limite dei 30 giorni, giudicato un «paletto abnorme che potrebbe scoraggiare gli utenti» dal recensire. O ancora, l’intelligenza artificiale che minaccia la veridicità delle prove con scontrini falsi generabili in un click. Anche il Codacons sottolinea l’importanza dei controlli: «Le recensioni influiscono in modo diretto sull’economia e spostano 152 miliardi di dollari l'anno nel mondo».
2026-04-08T03:11:21Z