«È ciò che si teme. Non tutto, ma molto». Il ministro della Difesa Guido Crosetto risponde con sincerità alla domanda del Corriere della Sera sul rischio di lockdown energetico e che si blocchino attività nel giro di un mese. Al momento un piano di attuazione non c'è, ma si tratta di ipotesi di misure straordinarie legate all’energia, con un possibile passaggio decisivo già nel mese di maggio. Se la situazione internazionale non dovesse migliorare rapidamente - in particolare per quanto riguarda la riapertura dello Stretto di Hormuz - anche l’Italia potrebbe trovarsi costretta ad adottare interventi restrittivi. L’esecutivo di Meloni, consapevole dell'autonomia energetica del Paese, sta valutando diversi scenari.
Uno degli strumenti principali allo studio riguarda il ricorso allo smart working, che potrebbe essere esteso sul modello adottato durante la pandemia. Attualmente circa il 17% dei dipendenti pubblici utilizza forme di lavoro a distanza, una quota in crescita rispetto all’anno precedente. Le norme già esistenti consentirebbero un ampliamento rapido di questa modalità, anche perché in alcune amministrazioni è già prevista una quota mensile di ore lavorabili da remoto. Parallelamente, sono entrate in vigore nuove regole per le imprese - in particolare le PMI - che introducono obblighi e sanzioni in caso di mancato rispetto delle disposizioni sul lavoro agile.
Tra le misure più concrete in fase di valutazione c’è il contenimento dei consumi energetici. Si ipotizza, ad esempio, di ridurre di un grado la temperatura dei condizionatori durante l’estate e quella dei riscaldamenti in inverno, oppure di limitarne le ore di utilizzo. Interventi di questo tipo, secondo le stime, potrebbero portare a un risparmio significativo di gas. Non si esclude inoltre il ritorno di strumenti come le targhe alterne per la circolazione e una riduzione dell’illuminazione pubblica, inclusi edifici e monumenti. In parallelo, si punta ad aumentare la produzione energetica interna, anche attraverso il ricorso alle centrali a carbone e un’accelerazione sulle fonti rinnovabili. Alcuni settori industriali ad alto consumo, come siderurgia e meccanica, potrebbero invece essere costretti a rimodulare le proprie attività.
Il nodo più critico resta comunque quello del gas. Non tanto per il livello attuale delle scorte - che risultano sopra la media europea - quanto per il possibile calo dei flussi nelle prossime settimane. Proprio per questo il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Pichetto Fratin, è pronto a presentare un piano focalizzato sulla gestione dei consumi. L’idea è quella di passare a una fase più prudente già a partire da maggio, quando si prevede un rallentamento nell’approvvigionamento. In questo contesto, contenere la domanda diventa fondamentale, seguendo un approccio simile a quello adottato durante la crisi energetica del 2022.
Anche sul piano politico ed europeo il tema è centrale. Crosetto ha sottolineato come i margini di intervento siano ridotti senza una risposta coordinata a livello continentale, invitando l’Unione Europea ad agire con maggiore rapidità e concretezza. Allo stesso tempo, ha evidenziato la necessità di unità interna per affrontare una crisi definita senza precedenti. I dati aggiornati sulla situazione energetica saranno presentati direttamente alla presidente del Consiglio. Nonostante lo scenario complesso, alcuni ambiti verranno tutelati: scuola e sanità dovrebbero restare esclusi da eventuali tagli più drastici, evitando sia il ritorno alla didattica a distanza sia limitazioni rilevanti nelle prestazioni sanitarie. Nei prossimi giorni il governo inizierà a discutere apertamente queste ipotesi anche in Parlamento. L’obiettivo è preparare il Paese a eventuali misure straordinarie, cercando di ridurre al minimo l’impatto su cittadini e imprese.
2026-04-07T14:50:32Z