Svolta epocale nel mondo dei quiz televisivi italiani. A dare l'annuncio è stato uno dei volti più amati del piccolo schermo, Gerry Scotti, che ha ironizzato: «Ci hanno messo vent'anni ad ascoltarmi e ad accontentarmi». Il desiderio del conduttore oggi è realtà. Dal primo febbraio, i premi vinti nelle trasmissioni Mediaset come La Ruota della Fortuna e, prossimamente, Chi vuol essere Milionario, non saranno più erogati nel tradizionale e macchinoso formato dei gettoni d'oro ma in «soldi reali con la ritenuta d'acconto».
Il primo a sperimentare questo nuovo corso è stato Paolo, studente di ingegneria di 19 anni, che a La Ruota della Fortuna si è aggiudicato un montepremi di 20 mila euro. A differenza del passato, Paolo non riceverà una spedizione di metallo prezioso da riconvertire con perdita di valore, ma un bonifico bancario diretto. Con la nuova formula, tutto si semplifica drasticamente. L'emittente televisiva agisce come sostituto d'imposta, trattenendo alla fonte solo la ritenuta d'acconto del 20%. Prendendo come esempio la vincita di Paolo, su un premio lordo di 20 mila euro, Mediaset trattiene 4 mila euro per il fisco e versa i restanti 16 mila euro netti direttamente sul conto del vincitore. Niente più calcoli complessi, niente perdite dovute alla quotazione dell'oro e, soprattutto, nessuna imposta aggiuntiva da calcolare nella dichiarazione dei redditi, poiché la tassazione è definitiva.
Per decenni, il ricorso ai gettoni d'oro è stato l'unico modo per i network televisivi di aggirare le rigide normative italiane sul gioco d'azzardo, risalenti agli anni Trenta e Cinquanta. Pagare in oro permetteva di rispettare formalmente il divieto di vincite in denaro contante nei giochi legati alla sorte. A rimescolare le carte ci ha pensato una sentenza del Tar del Lazio del 2018 che ha stabilito che le emittenti possono premiare i concorrenti direttamente in denaro, a patto che le regole di partecipazione siano chiare, imparziali e trasparenti. Mediaset ha quindi deciso di cogliere questa opportunità, modernizzando un sistema che appariva ormai anacronistico e penalizzante per i vincitori.
Il passaggio dai gettoni d'oro ai contanti non è solo una questione di comodità, ma soprattutto di portafoglio. Con il vecchio sistema, il premio subiva una serie di "tagli" pesantissimi: oltre alla ritenuta alla fonte del 20%, il vincitore doveva farsi carico dell'Iva al 22% sull'acquisto dell'oro, senza contare le spese di trasporto e le commissioni di cambio per trasformare il metallo in moneta corrente.
2026-02-04T09:21:58Z