La guerra in Iran sta alimentando lo spettro del razionamento energetico sull’Italia: se il conflitto continuerà a crescere senza soluzioni che permettano il ripristino del flusso di gas e petroli, potrebbe essere questo lo scenario dei prossimi mesi. In un’intervista a Repubblica, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha dichiarato: “E’ chiaro che siamo pronti al razionamento, se necessario. Valutiamo diverse possibili azioni, ma non ci sono ancora le condizioni per intervenire“. Poi continua: “Al ministero lavora una commissione apposita per studiare il piano per l’emergenza. Vedremo come e dove intervenire, calcoliamo le possibili misure“. Infine rassicura: “Certo non reagiremmo con le domeniche in bicicletta come cinquant’anni fa, le azioni dovranno essere misurate sulla situazione attuale“.
La guerra ha fatto ovviamente impennare i prezzi dei carburanti, e ciò ha rappresentato un duro colpo per gli automobilisti in partenza per Pasqua, oltre ad aver messo a serio rischio migliaia di voli estivi. Per gli scali Milano-Linate, Bologna, Venezia e Treviso, sono scattate da ieri alcune limitazioni per l’approvvigionamento di carburanti in vigore fino al 9 aprile. Un Notam (avviso ufficiale temporaneo da parte delle autorità aeronautiche), riferisce infatti di limitazioni al carburante fornito da Air Bp Italia, con le scorte di combustibile definite “ridotte o limitate“.
Negli avvisi relativi agli scali di Bologna e Venezia, è stato specificato che “la priorità sarà data ai voli di ambulanza, ai voli di Stato e ai voli con durata superiore a 3 ore“. Ma il gruppo Save che gestisce gli scali di Venezia, Treviso e Verona ha fatto sapere che le limitazioni “non sono significative” e che “il problema è relativo ad un solo fornitore“, mentre “negli scali del Gruppo ne sono presenti altri che riforniscono la gran parte dei vettori”. Nessuna limitazione è posta per i voli continentali e per l’area Schengen, ed è garantita l’operatività senza alcun allarmismo.
Secondo i dati Mimit, lo scorso anno il prezzo medio del gasolio nella settimana di Pasqua si attestava a 1,609 euro al litro, mentre al 3 aprile di quest’anno il prezzo medio del diesel al self ha raggiunto 2,096 euro al litro, con un incremento del +30,2% rispetto alle feste del 2025. Ciò per via della guerra in Iran e del riallineamento delle accise che è stato disposto dal governo a inizio anno.
Marco Pacifico, Presidente dell’Anief, ha fatto sapere che “il Governo e il Parlamento potrebbero valutare l’adozione della didattica a distanza, a seguito del collocamento dei lavoratori pubblici in smart working. La scuola dovrà essere l’ultima a chiudere, ma se la guerra in Medio Oriente continua potrebbe essere colpita dall’attuale crisi“. Pacifico, ha poi specificato che questa eventuale didattica a distanza potrebbe partire da maggio: “L’ipotesi della Dad a partire da maggio potrebbe sembrare una soluzione eccessiva, ma sarebbe consequenziale all’entrata in vigore di misure atte a risparmiare le risorse energetiche, dalla razionalizzazione di luce, gas e petrolio allo smart working per tutti i dipendenti pubblici“.
Oltre alla possibilità del “lavoro agile“, sul tavolo sono pronte anche altre restrizioni, più tradizionali ed incisive: dalla possibile circolazione a targhe alterne per le auto, alla regolazione dei consumi energetici negli edifici pubblici, fino all’uso della climatizzazione nei mesi estivi: Il tema dei condizionatori, in particolare, viene considerato uno dei punti critici in vista dell’estate, quando la domanda di energia rischia di aumentare ulteriormente.
2026-04-07T18:59:11Z