CONTI CORRENTI, DAL 1° AGOSTO ARRIVA LA NUOVA TASSA DA PAGARE: COSA CAMBIA PER I NOSTRI RISPARMI

La notizia arriva dalla Francia e riguarda il Livret A, il libretto di risparmio più diffuso tra i francesi, detenuto da circa 58 milioni di persone ma è impossibile non fare un confronto anche con l’Italia. Il ministro dell’Economia Roland Lescure ha confermato il 30 giugno che il tasso di remunerazione aumenterà dal primo agosto 2026, interrompendo una serie di ribassi partita a inizio 2025 che aveva portato il rendimento dal 3% all’attuale 1,50%. Non si tratta quindi, a dispetto di come la notizia viene talvolta presentata, dell’introduzione di una tassa, ma di una rivalutazione del tasso d’interesse applicato a questo strumento di risparmio.

Il meccanismo di calcolo del Livret A si basa su una formula che combina l’inflazione media semestrale al netto del tabacco e il tasso interbancario di breve termine dell’area euro. Con l’inflazione francese risalita intorno all’1,6% nella prima metà del 2026, contro lo 0,89% del semestre precedente, e con i tassi della Banca Centrale Europea rimasti elevati, le proiezioni convergono su un nuovo tasso compreso tra l’1,70% e l’1,80%, contro l’1,50% attuale. Il livello esatto sarà annunciato a metà luglio, dopo la pubblicazione dei dati definitivi sull’inflazione da parte dell’Insee.

Conti correnti: cosa sta accadendo in Europa

Per chi ha un Livret A al plafond massimo di 22.950 euro, il passaggio da 1,50% a 1,80% comporterebbe circa 68 euro di interessi in più su base annua, anche se per il 2026 il beneficio reale sarà più contenuto, attorno ai 28 euro, dato che il nuovo tasso si applicherà solo da agosto a dicembre. Un discorso simile riguarda il Livret d’Épargne Populaire, riservato ai redditi più bassi, il cui tasso dovrebbe restare superiore di circa un punto percentuale rispetto al Livret A.

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Il punto che più interessa il pubblico italiano è il confronto tra i due sistemi di risparmio. Il Livret A francese è totalmente esente da imposte: né imposta sul reddito né prelievi sociali gravano sugli interessi maturati. In Italia, al contrario, gli interessi su conti deposito, libretti di risparmio e altri strumenti bancari scontano un’imposta sostitutiva del 26%, mentre titoli di Stato come BOT e BTP godono di un’aliquota agevolata al 12,5%. Questa differenza di trattamento fiscale spiega perché, a parità di tasso lordo, il rendimento netto percepito da un risparmiatore francese resti sistematicamente più alto rispetto a quello di un risparmiatore italiano su prodotti equivalenti.

Chi in Italia cerca un rendimento comparabile su liquidità a basso rischio continua comunque ad avere a disposizione conti deposito vincolati e non vincolati, oltre ai titoli di Stato, con condizioni che cambiano da istituto a istituto e che vale la pena confrontare periodicamente prima di lasciare i risparmi fermi su un conto corrente a rendimento pressoché nullo.

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2026-07-14T07:41:52Z