Arriva una nuova banca dati nazionale dei proprietari di casa. Non è un nuovo catasto, né un archivio pubblico consultabile da chiunque, bensì un’anagrafe dei titolari che mette in fila, in modo sistematico, chi possiede un immobile e come lo utilizza, incrociando rendite, affitti brevi, bonus edilizi e dati che arrivano anche dall’Europa.
Va detto che l’anagrafe dei proprietari nasce dall’atto di indirizzo sulle politiche fiscali 2026 2028 firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dove viene indicata la creazione di una «Anagrafe dei titolari», definita come un censimento fiscale dei proprietari immobiliari.
Si tratta in sostanza di un grande database che integra dati anagrafici, catastali e tributari per ogni soggetto che detiene diritti di proprietà o di godimento su immobili, persone fisiche e giuridiche. L’obiettivo dichiarato è duplice: contrastare il fenomeno degli immobili irregolari o fantasma e rendere più fruibili le banche dati immobiliari per scopi tributari, ma anche per la gestione delle emergenze e la salvaguardia del territorio. In altre parole, la stessa infrastruttura informatica e digitale che servirà a scovare chi non dichiara tutto dovrà anche aiutare lo Stato e i Comuni a sapere, in tempo reale, chi abita in un territorio che viene colpito da una calamità o che ha bisogno di interventi mirati. Questo almeno in teoria.
Il tassello che dovrebbe rendere davvero diversa la nuova anagrafe è la capacità di incrociare dati che finora dialogavano solo a fatica: catasto, dichiarazioni dei redditi, registri degli affitti, comunicazioni sui bonus edilizi. In quest’ottica si inserisce anche la direttiva europea sugli scambi di informazioni (la cosiddetta Dac7), che impone alle piattaforme digitali di trasmettere alle agenzie fiscali nazionali i dati degli immobili affittati e dei proventi generati. Se, tanto per fare un esempio, un residente italiano affitta tramite piattaforma una casa in un altro Paese Ue, le informazioni possono essere inviate in automatico all’Agenzia delle Entrate italiana, e vale anche il contrario per un non residente che affitta in Italia. La nuova anagrafe diventa così il punto di raccolta di questi flussi: l’incrocio tra rendita catastale, canoni dichiarati (o meno), agevolazioni utilizzate e dati esteri consente di costruire un vero e proprio profilo di rischio fiscale per ogni contribuente.
Nel mirino non ci sono solo gli affitti brevi in nero, ma anche gli immobili che hanno beneficiato del superbonus senza adeguare le rendite in catasto quando richiesto. L’atto di indirizzo parla di «metodologie innovative di controllo» per favorire l’aggiornamento dei dati catastali degli immobili agevolati o non allineati, segnalando che i controlli sui bonus edilizi non si fermeranno allo stop normativo degli incentivi. Questo salto di qualità alimenta inevitabilmente i timori di chi vede nell’anagrafe dei proprietari l’ennesimo “grande fratello fiscale”.
Per il proprietario, almeno all’inizio, non sarà l’anagrafe in sé a imporre nuovi adempimenti, perché la banca dati attingerà soprattutto a informazioni già esistenti presso Agenzia delle Entrate, catasto e piattaforme digitali. A cambiare saranno piuttosto le conseguenze di incongruenze e omissioni: una casa "non aggiornata" in catasto dopo lavori importanti, un affitto breve mai dichiarato, un immobile all’estero che genera redditi ma non compare nella dichiarazione potranno emergere con molta più facilità. I dati, se saranno resi accessibili in forma aggregata agli enti territoriali, potrebbe permettere politiche più mirate su Imu, una migliore gestione del rischio idrogeologico, piani di protezione civile, a cominciare dai territori più fragili. Anche qui se alle indicazioni programmatiche seguiranno i fatti.
La nuova anagrafe dei proprietari nasce come strumento di lotta all’evasione, ma potrebbe diventare anche una cartina di tornasole della capacità dello Stato di usare i dati non solo per controllare, ma anche per proteggere e pianificare. Di certo dovrà anche fare i conti con la burocrazia e la lentezza nell'aggiornare i dati da parte di molte amministrazioni.
2026-03-02T08:35:32Z