UNICREDIT, NELLA LETTERA AGLI AZIONISTI LE DIVERSE FACCE DELL’OSTRUZIONISMO DI COMMERZBANK: ANCHE IL NO ALLA DATA ROOM

Due mondi che si fronteggiano, due diverse percezioni del business, due visioni del futuro diverse. L’ops programmata di Unicredit su Commerzbank rappresenta molto più di una operazione finanziaria. L’istituto guidato da Andrea Orcel, nella lettera informativa agli azionisti in vista per l’assemblea del 4 maggio chiamata a deliberare l’aumento di capitale funzionale all’offerta, dipinge un quadro ostico nell’area tedesca, dove pare non si voglia cogliere l’importanza della creazione di un polo europeo, con la banca tedesca arroccata nel suo fortino, senza nemmeno voler mettere in comune i dati che sarebbero necessari per mettere a terra l’operazione.

Unicredit, che detiene quasi il 30% di Commerzbank, il mese scorso ha presentato un’offerta pubblica di acquisto interamente in azioni per la rivale, del valore di quasi 35 miliardi di euro. All’epoca, la società aveva dichiarato che l’offerta avrebbe probabilmente portato la sua partecipazione poco sopra il 30%, poiché il basso premio avrebbe limitato l’adesione.

Nella lettera agli azionisti Unicredit ha descritto l’ops come il “risultato del preventivo rifiuto da parte di Commerzbank di ingaggiarsi in una qualsiasi delle alternative proposte o di rispondere alle preoccupazioni e ai suggerimenti dell’emittente (cioè della stessa Unicredit, ndr) volti a prepararsi meglio per il futuro e creare ulteriore valore, nonché delle sue continue azioni avverse che incidono sulla posizione dell’emittente”.

L’istituto milanese sostiene di aver mantenuto, fin dall’ingresso nel capitale di Commerz, una linea improntata alla cooperazione, ribadendo “la propria disponibilità a valutare possibili forme di cooperazione con la banca tedesca, mettendo a disposizione la propria competenza e la propria rete paneuropea per collaborare con Commerz al fine di favorirne la crescita”, sottolinea il documento.

Dall’altra parte l’atteggiamento è stato invece opposto. “Francoforte non ha dato seguito a tale disponibilità, non sono state attuate potenziali iniziative di creazione di valore e, pertanto, è stata promossa un’offerta pubblica di acquisto formale”.

Ostruzionismo anche nella condivisione delle informazioni

Unicredit ha inoltre segnalato che “ad oggi, all’emittente non è stato concesso l’accesso ai documenti relativi all’offerta pubblica volontaria, né ha potuto avvalersi di un dialogo costruttivo con Commerzbank per valutare il pieno potenziale di creazione di valore”. In assenza di una data room e di un confronto tecnico, la banca di Orcel si è dovuta basare esclusivamente su “dati di pubblico dominio” e che “non ha svolto alcuna attività di due diligence”.

Nelle intenzioni di Piazza Gae Aulenti, l’ops dovrebbe essere lo strumento per superare l’impasse sul dossier. Resta però incerto se questo passaggio sarà sufficiente a riattivare un confronto. “È incerto sia che Commerz che Unicredit avvieranno un dialogo strategico costruttivo in merito a una possibile fusione o ad altre forme di cooperazione significativa, né che si possa giungere a un accordo su un percorso comune da seguire”.

Del resto, dice Unicredit, “la decisione di integrare Commerzbank potrebbe avere ripercussioni negative sui rapporti con clienti, fornitori e altri partner commerciali; un rischio particolarmente elevato nei casi in cui i partner commerciali di Commerzbank siano concorrenti diretti di UniCredit o i clienti siano soddisfatti dell’indipendenza di Commerzbank o del suo specifico posizionamento sul mercato”, si legge nel documento.

Commerzbank ribasisce la sua volontà a camminare da sola

Martedì scorso la banca tedesca ha ribadito pubblicamente la propria contrarietà all’ops: ha detto che UniCredit non ha offerto ai suoi azionisti “un potenziale di crescita del valore sufficiente rispetto alla strategia autonoma” aggiungendo che la banca italiana non era disposta a “offrire agli azionisti di Commerzbank un premio adeguato e necessario”.Gli elementi dell’operazione illustrati verbalmente da Unicredit, secondo Commerz, non dimostrano un potenziale di creazione di valore sufficiente per i propri azionistie al relativo orizzonte di piano”. L’istituto guidato da Bettina Orlopp ha inoltre fatto sapere che continuerà a concentrarsi sull’esecuzione della strategia basata sull’autonomia.

2026-04-09T10:06:33Z