CAMPARI, CONTI 2025 SOLIDI E DIVIDENDO IN RIALZO DEL 54%

Campari archivia il 2025 con conti solidi, margini in crescita e un ritorno agli azionisti sensibilmente più generoso. L’assemblea di Davide Campari-Milano N.V., riunita oggi ad Amsterdam, ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2025 e deliberato un dividendo di 0,10 euro per azione, in aumento del 54% sull’anno precedente.

Ricavi in tenuta, margini in crescita

Nel 2025 il gruppo ha registrato vendite nette per 3,051 miliardi di euro, in calo dello 0,6% su base complessiva, ma in crescita del 2,4% a livello organico. A sostenere il profilo dell’esercizio è soprattutto l’andamento della redditività. L’Ebit rettificato è salito a 637 milioni di euro, pari al 20,9% delle vendite, con un incremento del 5,3% complessivo e del 5,4% in termini organici. Ancora più marcata la progressione dell’Ebitda rettificato, arrivato a 785 milioni di euro, pari al 25,7% del fatturato, in aumento del 7,2% complessivo e del 7,6% a livello organico.

Su base non rettificata, l’Ebit si è attestato a 568 milioni e l’Ebitda a 716 milioni, dopo rettifiche operative negative per 69 milioni. L’utile netto rettificato del gruppo ha raggiunto 386 milioni di euro, in aumento del 2,7%, mentre l’utile netto di gruppo si è fermato a 346 milioni. Numeri che confermano una traiettoria di crescita della redditività anche in un contesto di ricavi sostanzialmente stabili.

Dividendo più ricco e cassa in miglioramento

Il dividendo deliberato per l’esercizio 2025 è pari a 0,10 euro per azione, al lordo delle ritenute di legge, con un payout ratio del 35%. L’ammontare complessivo della cedola, calcolato sulle azioni in circolazione alla data dell’assemblea al netto di quelle proprie, arriva a 119,9 milioni di euro. Il pagamento è previsto dal 22 aprile 2026, con record date il 21 aprile e stacco cedola il 20 aprile.

Sul fronte della struttura patrimoniale, l’indebitamento finanziario netto è sceso a 1,958 miliardi di euro, includendo earn-out e put option per 89 milioni. Rispetto a fine 2024 il miglioramento è stato di 419 milioni, sostenuto dalla solida generazione di cassa e dall’effetto delle plusvalenze da dismissioni, pur in presenza di dividendi pagati per 78 milioni. Anche il rapporto tra debito finanziario netto ed Ebitda rettificato si è ridotto a 2,5 volte, in netto recupero rispetto al picco di 3,6 volte registrato al 30 settembre 2024 dopo il perfezionamento dell’acquisizione di Courvoisier.

Nuovi equilibri nella governance

L’assemblea ha inoltre ridisegnato gli assetti del consiglio di amministrazione dopo le dimissioni, avvenute il 4 marzo scorso, di Alessandra Garavoglia, Robert Kunze-Concewitz e Paolo Marchesini. Tra i nuovi amministratori esecutivi entrano Francesco Mele, group chief financial officer, e Jean-Marie Laborde, che passa dal ruolo di amministratore non esecutivo a quello esecutivo.

Sul versante dei non esecutivi, l’assemblea ha nominato Alessandro Garavoglia, Jacopo Forloni e Chiara Lazzarini, quest’ultima qualificata come indipendente ai sensi del Codice di Corporate Governance olandese. Il consiglio ha poi nominato Alessandro Garavoglia e confermato Jean-Marie Laborde nel ruolo di vicepresidenti. A Chiara Lazzarini è stata invece affidata la presidenza del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, incarico lasciato da Laborde in seguito al suo nuovo ruolo operativo.

Via libera anche alle azioni proprie

Tra le altre delibere approvate figura il rinnovo dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie per 18 mesi. La misura è finalizzata soprattutto a garantire la copertura dei piani di incentivazione basati sul capitale sociale e a offrire al gruppo uno strumento di flessibilità finanziaria anche in vista di eventuali operazioni straordinarie di M&A.

2026-04-16T14:21:32Z