VOLKSWAGEN, UTILE 2025 CROLLA A 6,9 MILIARDI: IN ARRIVO 50 MILA TAGLI IN GERMANIA. RENAULT PUNTA SU 36 NUOVI MODELLI

Il 2025 è stato un anno complesso per i grandi gruppi automobilistici europei. Volkswagen ha visto la redditività crollare sotto il peso di costi in crescita, dazi commerciali e una concorrenza globale sempre più agguerrita, il tutto mentre investiva per la transizione verso l’elettrico. Per correre ai ripari, il gruppo tedesco ha avviato un piano di riorganizzazione industriale che prevede il taglio di circa 50 mila posti di lavoro in Germania entro il 2030, una cifra superiore alle stime iniziali, puntando a rendere la struttura più snella e pronta a ripartire con margini più solidi.

Anche Renault guarda al futuro con una strategia chiara: elettrificazione, nuovi modelli e innovazione tecnologica. Con il piano futuREady 2026-2030, il gruppo punta a crescere in Europa, Sud America e India, ottimizzare i costi e fidelizzare i clienti, preparando al contempo il terreno per una futura espansione così da poter competere con Cina e Stati Uniti. 

Volkswagen 2025: utili e dividendo in calo

Nel bilancio 2025, la casa automobilistica tedesca ha registrato ricavi pari a 321,9 miliardi di euro, sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente ma con un utile operativo crollato del 53% a 8,9 miliardi di euro, portando il margine operativo al 2,8% dal 5,9% del 2024. Le difficoltà del gruppo sono emerse in modo ancora più evidente nella parte finale dell’anno, con ricavi in calo del 4,7% a 83,25 miliardi di euro e utile operativo sceso a 3,46 miliardi, inferiore alle attese degli analisti che stimavano 4,13 miliardi di utile operativo su ricavi per 85,16 miliardi.

Il calo dei profitti riflette fattori come i dazi negli Stati Uniti, gli effetti valutari sfavorevoli e la forte concorrenza internazionale, soprattutto in Cina. A pesare sui conti è stato anche il rallentamento della transizione elettrica di Porsche, il cui utile operativo è crollato del 98%, passando a soli 90 milioni di euro, con margine operativo allo 0,3%.

Sul fronte della remunerazione degli azionisti, il cda proporrà un dividendo di 5,26 euro per azione privilegiata e 5,20 euro per azione ordinaria, con una riduzione del 17% rispetto all’anno precedente, coerente con la politica di payout minimo del 30% dell’utile netto.

Vendite e ordini: Europa in crescita, calo in Cina e Nord America

Dal punto di vista commerciale, le vendite globali di Volkswagen sono rimaste sostanzialmente stabili a circa 9 milioni di veicoli, ma l’andamento è stato molto differenziato geograficamente: Europa e Sud America hanno registrato una crescita, rispettivamente del 5% e del 10%, mentre Nord America e Cina hanno registrato un calo, rispettivamente del 12% e del 6%, a causa della crescente competitività di questi mercati. Nonostante ciò, gli ordini in Europa sono aumentati di circa il 13%, trainati dai modelli 100% elettrici, che rappresentano ormai circa il 22% del portafoglio ordini del gruppo.

Volkswagen taglierà 50mila posti entro il 2030 in Germania

Per affrontare queste difficoltà, Volkswagen ha avviato un piano di riorganizzazione industriale che include un ridimensionamento della forza lavoro in Germania di circa 50 mila posti entro il 2030, superiore rispetto alle stime iniziali di 35 mila, nell’ambito di un programma volto a generare risparmi annuali per circa 15 miliardi di euro. La reazione dei mercati è stata immediatamente positiva: il titolo Volkswagen alla Borsa di Francoforte sale circa il 2,6%, superando quota 90 euro, segnalando che gli investitori apprezzano il piano di tagli e le prospettive di maggiore efficienza, nonostante il calo dei profitti registrato nel 2025.

Per il 2026, il gruppo prevede ricavi stabili o in crescita fino al 3% e un margine operativo tra il 4% e il 5,5%, mentre nel medio-lungo termine punta a un margine operativo tra l’8% e il 10% entro il 2030.

Renault punta sull’elettrico e l’innovazione tecnologica

Renault ha presentato il piano strategico futuREady 2026-2030, confermando la propria rotta verso l’elettrico e l’ibrido e puntando a margini operativi tra il 5% e il 7%, con un cash-flow della divisione auto di almeno 1,5 miliardi di euro all’anno. La strategia combina rilancio dei prodotti, riduzione dei costi e focus sui mercati chiave, con attenzione a Europa, Sud America e India, mentre Cina e Stati Uniti saranno valutati successivamente, eventualmente tramite alleanze. Secondo l’amministratore delegato Francois Provost, il piano si fonda su crescita e prodotto, accelerazione delle tecnologie chiave, massimizzazione delle performance operative grazie all’intelligenza artificiale e cooperazione con team, concessionari e partner. Renault lancerà 36 nuovi modelli entro il 2030, sviluppando piattaforme modulari innovative come la Rgev medium 2.0, con ricarica rapida in 10 minuti grazie agli 800 Volt, e la Rgea, adattamento della piattaforma cinese Gea per elettriche, ibridi plug-in e range extender, mentre la tecnologia E-Tech continuerà a supportare i modelli ibridi di piccola taglia.

Crescita internazionale e fidelizzazione dei clienti

Il piano riguarda anche i singoli marchi: Renault rafforzerà la presenza in Europa con 12 nuovi lanci e manterrà l’ibrido oltre il 2030, mentre a livello internazionale lancerà 14 modelli e punta a vendere oltre 2 milioni di veicoli all’anno entro il 2030, metà dei quali fuori dall’Europa. Dacia proseguirà con la sua offerta competitiva, accelerando l’elettrificazione fino a coprire due terzi delle vendite e rafforzando il segmento delle berline compatte, mentre Alpine rilancerà la nuova generazione della A110 e i modelli A290 e A390, puntando su esclusività e personalizzazione.

Dal punto di vista operativo, Renault mira a un ciclo di sviluppo di due anni, a ridurre del 50% gli incidenti qualitativi e a tagliare circa 400 euro all’anno di costi variabili per veicolo, rafforzando al contempo fidelizzazione e valore sulla seconda e terza vita del veicolo. Gli analisti di Oddo Bhf considerano il piano una continuità strategica, ma con una decisa accelerazione verso innovazione, espansione internazionale e competitività contro i produttori cinesi. La reazione del mercato è stata positiva: alla Borsa di Parigi, il titolo Renault sale di circa l’1% a 28,44 euro per azione.

2026-03-10T12:14:00Z