Via libera dell’assemblea straordinaria di Mps alle modifiche statutarie sulla governance che introducono la lista del cda come modalità per il rinnovo dell’organo di governo della banca. Tra le altre novità approvate figurano l’abbattimento al 5% delle riserve sull’utile, l’aumento della parte variabile della remunerazione dei manager e l’eliminazione del tetto ai mandati degli amministratori.
All’assise, che si è svolta oggi, mercoledì 6 febbraio, con la modalità del rappresentante designato, ha partecipato il 68,01% del capitale e tutti e sette i punti all’ordine del giorno dell’assise sono stati approvati con maggioranze “bulgare”: oltre il 99% del capitale rappresentato.
Il Monte dei Paschi, attraverso una nota ricorda che “alla data odierna la Bce non ha ancora rilasciato il provvedimento autorizzativo inerente alle suddette modifiche statutarie. L’efficacia delle stesse rimane pertanto subordinata al rilascio di tale provvedimento”.
Nel dettaglio, alla possibilità di consentire al cda uscente di presentare una propria lista di candidati per il rinnovo dell’organo, i soci del Monte dei Paschi hanno detto sì con una maggioranza del 99,92% del capitale rappresentato. Una percentuale leggermente inferiore è stata raggiunta sull’innalzamento del “tetto” del variabile a un rapporto 2:1 con la retribuzione fissa: a favore il 99,48% del capitale presente.
Via libera dai dell’assemblea, quindi, all’eliminazione del limite dei mandati per i consiglieri (con il 99,89% di voti a favore), una misura che in questo caso riguardava solo il presidente, Nicola Maione, che si avvia a concludere il terzo triennio all’interno del board. In una precedente assise Siena aveva rimosso il limite di età per l’amministratore delegato, che era di 67 anni, permettendo a Luigi Lovaglio (che di anni ne ha 70) di continuare a ricoprire l’incarico di ceo.
Ampio consenso, tra le altre modifiche, all’eliminazione della riserva statutaria per gli utili in modo da poter aumentare il payout del dividendo al 100% come già anticipato dalla banca.
All’assemblea, secondo Radiocor – che cita fonti finanziarie –, hanno partecipato, consegnando le azioni, i due principali azionisti di Rocca Salimbeni: Delfin e Caltagirone. “Presente” anche il Tesoro (azionista della banca senese al 4,8%) che però si sarebbe astenuto dalle votazioni allo scopo di “lasciare la parola” al mercato.
Adesso il focus torna sul consiglio di amministrazione guidato da Luigi Lovaglio, chiamato a definire il nuovo piano industriale che, secondo Mf-Milano Finanza, potrebbe arrivare già alla fine del mese. E il mercato scommette già sul delisting di Mediobanca, con il titolo di Piazzetta Cuccia che ha archiviato la seduta odierna con un rialzo del 5,84%: gli investitori ritengono sempre più concreta la possibilità di un’Opa residuale sulle poche azioni della banca d’affari ancora in circolazione (Mps ha in mano l’86,35% dell’istituto).
L’offerta ai valori correnti di Borsa di Mps valorizzerebbe quasi 24 euro l’azione Mediobanca, il 25% in più dei 19 euro a cui tratta Piazzetta Cuccia, che dalla conclusione dell’ops ha perso il 14% a fronte del 15% guadagnato da Siena (oggi +1,15% a 9,044 euro). Da qui la corsa all’acquisto.