BORSE OGGI EUFORICHE PER LA TREGUA IN MEDIO ORIENTE, MALGRADO I DUBBI SULLA SUA TENUTA. KOSPI +7%, PETROLIO CROLLA SOTTO 100 DOLLARI

I mercati oggi tirano un sospiro di sollievo alla notizia che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha concordato con l’Iran un cessate il fuoco di due settimane, meno di due ore prima della scadenza da lui fissata per la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran, pena attacchi devastanti contro le sue infrastrutture civili e la distruzione dell'”intera civiltà”.

Le borse asiatiche si sono impennate e il greggio è crollato sotto i 100 dollari con gli armatori che intravedono la possibilità di recuperare 800 navi intrappolate al largo di Hormuz. mentre i future statunitensi ed europei indicavano un buon inizio di seduta. Anche i titoli di stato Usa hanno registrato un forte rialzo, con gli operatori che hanno riacceso le scommesse su possibili tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve alla fine del 2026 se si dovessero attenuare i pericoli di inflazione. Il dollaro statunitense è sceso in generale, dopo essere stato il bene rifugio preferito durante il periodo di turbolenza. Il prezzo dell’oro è salito di oltre il 2%, raggiungendo i 4.812 dollari l’oncia.

Tuttavia la dura realtà che non è ancora stata trovata una soluzione e che le cause profonde del conflitto rimangono irrisolte: il cessate il fuoco si preannuncia dunque fragile e al di là del sollievo immediato, gli investitori restano all’erta prima di piazzare scommesse importanti, nel timore di una nuova escalation.

Gli investitori sperano in un ritorno alla normalità nella zona dello Stretto di Hormuz, che potrebbe allentare la morsa sulle forniture di petrolio, gas e fertilizzanti nelle prossime due settimane. Ma gli analisti non prevedono che i prezzi dell’energia tornino ai livelli precedenti lo scoppio della guerra a causa dei danni ingenti subiti da alcune infrastrutture energetiche nella regione. Ciò potrebbe significare che i timori di inflazione potrebbero persistere e che il rally del mercato obbligazionario potrebbe essere di breve durata.

Asia euforica: Nikkei +5, Kospi +7% trainati dai tech

Deciso rimbalzo per le borse asiatiche in risposta alla tregua in Medio Oriente e soprattutto nella speranza che le petroliere possano tornare a passare nello stretto di Hormuz e rifornire i paesi asiatici, così dipendenti da quella fonte energetica.

In Asia, il Nikkei giapponese è balzato di circa il 5,3% maggior rialzo degli ultimi due mesi e il Topix guadagna il 3,5%: a guidare i rialzo sono state le azioni legate all’intelligenza artificiale, come il produttore di cavi Furukawa Electric e il quello di chip Kioxia Holdings

Il Kospi della Corea del Sud è salito del 7%, provocando anche una breve sospensione delle contrattazioni. Spingono i titoli dei chip, SK Hynix guadagna il 14% trainato dal concorrente Samsung Electronics +7%, che ha previsto utili trimestrali superiori alle attese. La società ha dichiarato che l’utile operativo del primo trimestre aumenterà di oltre otto volte.

In Cina, il CSI 300 sale del 2,9%, l’indice Shanghai Composite del 2%, Shenzhen Composite +3,5%. Hang Seng di Hong Kong +3%. Lo yuan ha raggiunto il livello più alto degli ultimi tre anni. La banca centrale indiana ha mantenuto i tassi d’interesse invariati a causa delle ripercussioni della guerra in Iran sulle prospettive economiche.

I futures del greggio statunitense in calo di circa il 15% a 95,88 dollari al barile, mentre i futures del Brent sono scivolati del 14% a 94 dollari al barile.

Sul fronte valutario, il dollaro australiano, sensibile al rischio, è salito dell’1% a 0,7050 dollari, mentre l‘euro ha guadagnato lo 0,68%, arrivando a 1,16735 dollari. L‘indice del dollaro è sceso a 98,956, vicino al minimo di un mese.

Nelle ore asiatiche i titoli del Tesoro statunitensi hanno registrato un rialzo dopo l’annuncio, con gli operatori che hanno rimesso sul tavolo la prospettiva di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve entro la fine dell’anno, sebbene i dubbi sul fatto che i prezzi del petrolio possano tornare ai livelli prebellici abbiano tenuto a freno l’entusiasmo. Il rendimento del titolo di riferimento del Tesoro statunitense a 10 anni è sceso di 9,5 punti base al 4,247%, il livello più basso da metà marzo. Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 2 anni, più sensibili alle politiche monetarie, è calato al 3,727%.

Wall Street ieri è rimbalzata in chiusura anticipando l’annuncio di tregua

Wall Street ieri ha chiuso contrastata mentre era in attesa della scadenza fissata dal presidente Donald Trump per l’apertura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran. Nell’ultima ora di contrattazioni, tutti e tre i principali indici azionari statunitensi si sono ripresi dalle forti perdite registrate all’inizio della sessione, dopo che il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato su X che gli sforzi diplomatici per una soluzione pacifica della guerra in corso in Medio Oriente stavano procedendo a ritmo costante, esortando al contempo Trump a prorogare di due settimane la scadenza fissata per l’Iran e chiedendo, come gesto di buona volontà, che l’Iran aprisse lo Stretto per lo stesso periodo di tempo.

Così l’S&P 500 e il Nasdaq hanno recuperato le perdite, chiudendo rispettivamente in rialzo dello 0,08% e dello 0,1% e registrando la quinta seduta consecutiva di guadagni. Il Dow Jones ha chiuso in calo dello 0,18%. Le azioni di Apple sono scese del 2,1% dopo che Nikkei Asia ha riportato che il tanto atteso telefono pieghevole sta incontrando degli intoppi tecnici. Il produttore di chip Broadcom è salito del 6,2% dopo aver siglato un accordo a lungo termine con Alphabet per sviluppare i suoi chip di intelligenza artificiale e altri componenti. Intel ha guadagnato il 4,2% dopo che la società ha annunciato che si unirà al progetto Terafab di Elon Musk per la produzione di chip AI, insieme a SpaceX e Tesla. Tutto il comparto farmaceutico ha continuaro il rialzo del giorno recedente dopo l’annuncio del sostegno del governo Usa statunitense alle compagnie assicurative private che offrono piani Medicare Advantage agli anziani.

Sul fronte economico, un rapporto del Dipartimento del Commercio ha mostrato che i nuovi ordini di beni durevoli sono diminuiti più del previsto a febbraio, prima dell’inizio della guerra. Nel corso della settimana, l’indice dei prezzi al consumo fornirà un’indicazione su quanto la guerra all’Iran abbia influito sull’inflazione. Stasera verranno pubblicati i verbali della riunione del Fomc: il mercato si aspetta ora che la Federal Reserve possa tagliare i tassi di almeno 25 punti base nella riunione del 9 dicembre. Stamane i future sugli indici azionari di Wall Street indicano un’apertura in rialzo di oltre il 2,7%

Borse europee viste aprire in netto rialzo. A Piazza Affari occhi a Leonardo, Azimut, Enel, Stellantis e Buzzi

Le borse europee sono viste aprire in netto rialzo: i future sull’Eurostoxx sono a +5%.

Germania. Gli ordini industriali tedeschi sono aumentati meno del previsto a febbraio, crescendo dello 0,9% rispetto al mese precedente su base destagionalizzata e corretta per il calendario, ha dichiarato mercoledì l’ufficio federale di statistica. Un sondaggio Reuters tra gli analisti aveva indicato un aumento del 2,0%.

Azimut. Il gruppo ha registrato nel mese di marzo 2026 una raccolta netta totale di 945 milioni, portando la raccolta netta complessiva del primo trimestre 2026 a 4,6 miliardi. I risultati sono in crescita rispetto all’anno precedente che ha visto una raccolta di 818 milioni a marzo (4,5 miliardi nel trimestre).

Leonardo resta sotto osservazione dopo il crollo di ieri sulle indiscrezione secondo cui il governo potrebbe sostituire l’ad, Roberto Cingolani. Barclays ha alzato il target price su Leonardo da 71 a 74 euro (rating overweight).

Mps. Il cda ha revocato il rapporto di lavoro di Luigi Lovaglio nella sua qualità di direttore generale della banca.

Banco Bpm. Il proxy adviser Glass Lewis ha raccomandato agli azionisti di votare a favore della lista del cda nell’assemblea del 16 aprile che propone la conferma dell’ad, Giuseppe Castagna, e del presidente, Massimo Tononi.

Enel. L’ente regolatore dell’energia elettrica del Brasile, Aneel, ha deciso di avviare un procedimento di decadenza che potrebbe portare alla revoca di una concessione detenuta da una controllata locale di Enel a San Paolo.

Stellantis. Secondo quanto riportato dal Financial Times, le case automobilistiche statunitensi hanno accusato Bruxelles di impedire ai loro pick-up di grandi dimensioni, tra cui il Ford F-150, il Chevy Silverado e il Ram 1500 (Stellantis), di circolare sulle strade europee. Sempre sul FT, Andrew Puzder, ambasciatore degli Stati Uniti presso il blocco, ha affermato che i piani dell’Ue per modificare le norme di sicurezza potrebbero violare lo spirito dell’accordo commerciale se impedissero ad alcuni veicoli americani di essere venduti in Europa.

Buzzi. Citi ha tagliato il target price da 55 a 50 euro (rating neutral). Per il 2026 Buzzi ha previsto un lieve calo dell’ebitda su base annua, pur mantenendo una redditività solida.

NewPrinces. Sta studiando cinque dossier che riguardano aziende europee che producono prodotti alimentari per eventuali acquisizioni, di cui due potrebbero avvenire entro la fine dell’anno, ha detto il Ceo di NewPrinces Angelo Mastrolia in un’intervista a La Repubblica. Se dovessero concludersi tutte le cinque operazioni, il fatturato del gruppo salirebbe di 1,8 miliardi di euro, ha aggiunto.

Ferretti. Piero Ferrari ha deciso di apportare il suo 4,6% all’Opa di Kkcg Maritime dopo il rilancio a 3,9 euro da 3,5. Lo riportano alcuni quotidiani citando una nota dell’ingegnere azionista, che siede nel cda di Ferretti.

Snam. Morgan Stanley ha alzato il target price a 6 euro da 5.

UniCredit. Commerzbank “non vede presupposti per un comune accordo su una transazione capace di creare valore” con la banca italiana. Lo ha comunicato l’istituto tedesco, ribadendo che “una soluzione concordata al momento non è evidente”.

2026-04-08T07:28:57Z