Il Trump-show oggi è andato in onda direttamente dal World Economic Forum di Davos, in Svizzera, dove il presidente Usa ha leggermente smorzato i toni sulla Groenlandia, escludendo l’intervento militare, enza rinunciare però a punzecchiare l’Unione europea e a ribadire le intenzioni imperialistiche del suo Paese. Il risultato è che l’umore sui mercati finanziari migliora un po’, soprattutto a Wall Street dove il Dow Jones guadagna l’1% e il Nasdaq ancora di più, trainato al rialzo da alcuni titoli tech come Nvidia +3% e Tesla +2,1%. L’Europa rimane più timorosa e così anche oggi chiudono in rosso Francoforte e Milano, mentre riemergono dopo le parole di Trump Parigi, Londra e Madrid, tra le principali Borse.
LEGGI QUI LA DIRETTA DI BORSA DI OGGI
Davos in questi giorni è diventato di fatto il ring dello scontro tra Ue e Usa, che si è materializzato con la decisione del Parlamento europeo, in risposta alle ostilità di Trump, di sospendere il processo di approvazione dell’accordo commerciale. Il voto in commissione era stato fissato il 26-27 gennaio, data ora saltata: è il segnale che anche al Parlamento Ue i maggiori gruppi politici intendono allinearsi a una posizione più netta verso le scelte dell’amministrazione americana, anche se nel frattempo l’intesa commerciale continua ad applicarsi concretamente.
Sempre oggi e sempre dal Parlamento Ue è arrivato lo stop anche all’accordo Ue-Mercosur, appena firmato da Ursula Von der Leyen sabato scorso in Paraguay. La ratifica dell’assemblea era in calendario in primavera ma una mozione di Sinistra, Verdi e Patrioti (di cui fa parte pure la Lega, partito di governo) è passata per 10 voti rimandando tutto alla corte Ue. Esultano gli agricoltori (anche italiani, nonostante le clausole di protezione e il voto a favore del nostro governo), mentre i fautori dell’accordo parlano di “autogol”, usando le parole del presidente della commissione commercio del Parlamento Ue Bernd Lange. Irritato pure il cancelliere tedesco Friedrich Merz che chiede l’applicazione in via provvisoria del trattato, dato che i giudici potrebbero esprimersi tra molti mesi. La Germania è il Paese che più spinge per un’alleanza commerciale col Sudamerica e forse anche per questo la Borsa di Francoforte è tra le peggiori.
Ma guardando in casa nostra, non va meglio Piazza Affari anzi: l’indice Ftse Mib perde esattamente mezzo punto percentuale sotto i 45.000 punti base. Sarà un caso ma il placarsi delle tensioni militari penalizza due grandi protagonisti delle ultime settimane: Fincantieri è addirittura il peggiore del listino col -3,8%, male pure Leonardo -1,5%. Da segnalare anche il tonfo di Hera -3,3% nonostante i conti che rivelano nuovi consistenti investimenti e un dividendo in crescita del 27%. In totale controtendenza Tenaris +3,4% e Stm +3,3%. Risorge Stellantis che dopo aver perso il 17% nell’ultimo mese guadagna quasi il 2%.
Immancabile l’aggiornamento sulle materie prime e in particolare su quell’oro di cui oggi ha parlato anche il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, che ha rilevato come il metallo più prezioso stia correndo spedito verso i 5.000 dollari l’oncia. E infatti nella seduta odierna l’oro vale 73 dollari l’oncia in più rispetto a ieri, superando dunque quota 4.800. Tira un po’ il fiato invece l’argento che cede circa l’1% ma difende ampiamente la soglia dei 90 dollari, in zona 93. Il gas naturale è in pieno rally in questi giorni e oggi segna un altro +22% a 4,7 dollari al metro cubo.
Poco mosso il petrolio: il Brent a Londra perde qualcosina e va sotto i 65 dollari, il Wti crude di New York invece difende quota 60 dollari al barile. Nel nel mezzo delle tensioni Ue-Usa oggi ci rimette la nostra valuta che però difende il cambio a 1,17. Attenzione alla risalita dello spread Btp-Bund: niente di allarmante ma dopo aver viaggiato qualche giorno sotto i 60 punti base, oggi siamo a 67 col rendimento del Btp 10 anni sopra il 3,5%.