Le borse europee proseguono la settimana con passo felpato e chiudono oggi una seduta positiva, ma contenuta nelle variazioni, in attesa di sviluppi sui colloqui di pace a Mosca tra le delegazione Usa e il presidente russo Vladimir Putin. Lo Zar però alza i toni contro il Vecchio Continente: “cerca di ostacolare gli sforzi degli Stati Uniti – dice – Vuole la guerra? Siamo pronti”.
Wall Street intanto ritrova la propensione al rischio e, spinta dall’idea di un taglio dei tassi da parte della Fed, guarda all’andamento dei tech e al rimbalzo del bitcoin, nuovamente sopra i 90mila dollari (+7%). Piazza Affari sale dello 0,22% a 43.354 punti base, grazie alla crescita di Lottomatica (+3,2%) e delle banche, anche se Mps (-3,7%) non riesce a fermare l’emorragia innescata dalla notizia dell’inchiesta sulla scalata a Mediobanca (-0,3%).
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Nel resto del continente la maglia rosa va a Madrid, +0,5%, in parte grazie al Santander (+1,58%) che ha venduto un altro 3,5% della sua filiale polacca per circa 473 milioni di dollari. Bene Francoforte +0,58%, al traino di Bayer (+12,45%), elettrizzata dall’appoggio dell’amministrazione Trump alle richieste dell’azienda di ridurre negli Usa il numero delle cause sul pesticida presunto cancerogeno. Si conferma poco mossa Londra (-0,01%), mentre arretrano leggermente Amsterdam (-0,3%) e Parigi (-0,28%).
Wall Street sembra aver ritrovato in avvio l’ottimismo che ha caratterizzato le ultime sedute del mese scorso. I due temi dominanti sono ancora la politica monetaria e le valutazione delle big tech, soprattutto legate all’IA. A rilanciare l’allarme bolla oggi è stata la Bank of England, facendo addirittura un parallelo con il periodo che precedette lo scoppio della bolla delle dot-com circa 25 anni fa.
Al momento comunque è il Nasdaq (+0,35%) a trainare la cordata (DJ +0,3%; S&P 500 +0,16%), e Nvidia si apprezza dello 0,56%. Focus anche su Netflix (-1,46%), che dovrebbe aver presentato un’offerta migliorata per Warner Bros Discovery (1,1%), con una quota maggioritaria in contanti, secondo Bloomberg.
Sul mercato dei cambi le bocce sono praticamente ferme per l’euro-dollaro, che resta sul filo di 1,16. Sugli appetiti pesano le scommesse del mercato su un taglio dei tassi dello 0,25% da parte della Fed nella riunione di dicembre. Secondo il FedWatch Tool del Cme Group, gli investitori stanno scontando una probabilità dell’87,6%.
In settimana si attendono importanti dati sul lavoro e sull’inflazione Usa, mentre nella zona euro la stima flash di Eurostat dice che la corsa dei prezzi ha accelerato lievemente a novembre al tasso annuale del 2,2% dal 2,1% di un mese prima. Mentre ad ottobre la disoccupazione è rimasta stabile al 6,4%. Dati che, in ogni caso, non hanno mutato l’aspettativa che la Bce lascerà i tassi invariati nel breve termine.
Secondo l’OCSE d’altra parte i tagli dei tassi termineranno nelle principali economie il prossimo anno. Nel contesto odierno le prese di profitto prevalgono sull’oro che, nella consegna immediata, scende dell’1,4% a 4173,23 dollari l’oncia. Sono quasi piatti i prezzi del petrolio: il greggio texano tratta a 59,27 dollari al barile; il Brent a 63,08 dollari.
Tra le blue chip in maggior rialzo oggi c’è Generali, +2,04%, il Leone triestino che resta sullo sfondo del matrimonio di Mps-Mediobanca, ormai sotto i riflettori della magistratura. A dare verve al titolo è stata la promozione di BofA a “buy” da “underperform” con un prezzo obiettivo di 39 euro. Per il broker il titolo ha valutazioni interessanti e potenziali spazi di crescita, grazie a un mix di business favorevole e con un possibile aumento dei ritorni agli azionisti.
Il settore bancario nel suo complesso è positivo. Salgono in modo particolare Bper +1,87% e Popolare di Sondrio +1,47%. Più caute ma positive anche Unicredit +0,83% e Intesa, +0,47%. Soffre invece Mps, alla sua quarta seduta negativa di seguito. L’indagine della magistratura milanese avrebbe messo ora nel mirino anche gli acquisti fatti dalle Casse Previdenziali, caratterizzati da “numerose anomalie formali”. La banca senese nel frattempo ha convocato un cda per venerdì 5 dicembre allo scopo di analizzare il dossier.
È sparita dalla top ten del giorno Campari (-0,54%), che era partita lancia in resta con la promozione di Barclays, che ha portato il rating a ’overweight’ da ’equal-weight’, con un target price migliorato a 7,9 euro. La regina del listino è Lottomatica, aiutata da Jp Morgan che ha alzato il prezzo target a 31 euro da 28 euro. Sono forti i ribassi per titoli petroliferi come Saipem -3,66% e Tenaris -2,92%.
I titoli di Stato della zona euro chiudono una seduta relativamente stabile. Lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco resta intorno a 72 punti base e i rendimenti replicano rispettivamente al 3,47% e 2,75%. Sui titoli sovrani della Ue e del Regno Unito è arrivato però il monito di Moody’s. Le prospettive al 2026 sono negative per i fondamentali del credito dei titoli sovrani delle due regioni “a causa dei rischi geoeconomici e geopolitici, della crescente frammentazione parlamentare e delle pressioni economiche e di bilancio”.
Lo scrive l’agenzia precisando che cambierebbe le sue prospettive in stabili “se i rischi geopolitici e l’incertezza tariffaria diminuissero sostanzialmente. Una ripresa economica più significativa e una più rapida attuazione delle riforme a favore della competitività che portino a un aumento sostenuto della crescita tendenziale sarebbero anch’esse positive per il credito, così come le riforme fiscali per bilanciare le crescenti pressioni sulla spesa e stabilizzare il debito pubblico”.