Giornata interlocutoria sui mercati finanziari, con le trattative Usa-Iran che non decollano (anche se da Teheran alcune fonti fanno trapelare ottimismo) e lasciano le Borse incerte e contrastate. Ma prima dello scenario internazionale, oggi a tenere banco a Milano è il coup de theatre dell’assemblea del Monte dei Paschi di Siena, dove l’azionista Delfin vota a favore della ricandidatura dell’amministratore delegato uscente, Luigi Lovaglio, facendo saltare la nomina del nuovo board voluto dall’altro socio Gaetano Caltagirone, con Fabrizio Palermo come nuovo Ad. La giravolta fa volare il titolo Mps in Borsa: +4,7%, con Mediobanca che pure mette a segno il 4,8%. Oggi c’era anche l’assemblea di Tim +0,8%, con i soci che hanno dato l’ok ai conti e al buyback da 400 milioni.
LEGGI QUI LA DIRETTA DI BORSA DI OGGI
Per il resto il Ftse Mib difende i 48.000 punti anche grazie a Nexi +5,8%, Avio +3,1%, Stellantis +1,8% (con i conti positivi del primo trimestre) e ad alcune altre banche: Banco Bpm +3%, Finecobank +0,8%. Bene anche la Difesa: Leonardo +0,5%, Fincantieri +0,7%. In rosso invece l’energia (Hera, A2a e Tenaris i titoli peggiori), penalizzata dal prezzo del petrolio sotto i 100 dollari, e il lusso, che vive una fase difficile sui timori di instabilità in un mercato di riferimento come quello arabo. Oggi peraltro sono usciti i conti sotto le attese di Hermes, che alla Borsa di Parigi ha perso l’8,2%, trascinando al ribasso gli altri titoli del settore come Kering -9,3%, L’Oreal -0,7%, mentre Lvmh aggancia la parità. A Milano Ferrari -0,85%, Moncler -0,7%, Brunello Cucinelli invece +0,7%. In questo scenario risale lo spread Btp Bund, che chiude a 77 punti base, col rendimento del Btp 10 anni al 3,82%.
Allargando invece lo sguardo al resto del mondo, è stata come detto una seduta confusa e contrastata: Parigi -0,64%, Francoforte +0,2%, Londra -0,35%, indice Euro Stoxx 50 -0,66%, Nikkei +0,44%, S&P 500 +0,4%, Dow Jones -0,4%, Nasdaq +1%. A Wall Street da segnalare, in questi giorni di trimestrali delle grandi banche Usa, i conti di Bank of America e Morgan Stanley. La prima ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile netto di 8,6 miliardi di dollari, in crescita del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025, e l’utile per azione è salito del 25% a 1,11 dollari contro attese per 1,01 dollari. Morgan Stanley pure ha registrato un trimestre sopra le attese grazie al buon andamento dell’investment banking, del trading e della gestione patrimoniale. Nei tre mesi a marzo, la banca newyorkese ha riportato un utile netto di 5,567 miliardi di dollari, 3,47 dollari per azione, il 27% in più rispetto ai 4,315 miliardi, 2,62 dollari per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso.
Sul Nasdaq da segnalare invece il rallentamento del Bitcoin, che oggi cede l’1,3% sotto i 74.000 dollari. E a proposito di dollaro, quello statunitense si svaluta ulteriormente nei confronti dell’euro, col cambio che supera quota 1,18. Volano i titoli tecnologici, soprattutto Tesla che sale di quasi il 7%. Poi Microsoft +4%, Palantir +2,8%, PayPal +2,7%, Intel +2,5%, Meta +1,7%, Nvidia +1,6%, Apple +1,6%. Sulla parità Alphabet e Amazon in territorio negativo dopo l’acquisto per 11,6 miliardi di Globalstar, grande rivale di Starlink. Invece sembrano in fiducia i titoli del turismo, per lo meno Booking +2,6% e Airbnb +2,4%.
Giornata frenetica pure sul fronte delle commodities con il petrolio che prima perde quota, poi però risale: il Brent è sopra i 95 dollari al barile e il Wti Crude oscilla intorno ai 93 dollari al barile, dopo che in chiusura di seduta ieri erano scesi sotto i 90 dollari. Perde invece decisamente quota il prezzo del gas in Europa, che cede oltre il 4% in zona 41 euro/MWh. Viaggiano in rosso, anche se con percentuali negative minime, sia l’oro che l’argento: il primo oscilla intorno alla soglia dei 4.800 dollari all’oncia, mentre il secondo è appena al di sotto degli 80 dollari l’oncia.