Borse europee chiudono contrastate mentre dal vertice europeo di Alden Biesen Mario Draghi lancia un nuovo allarme: “L’Economia peggiora, è urgente agire”, ha detto con convinzione l’ex presidente del consiglio. Ma a zavorrare i listini del vecchio continente sono soprattutto le vendite che stanno colpendo Wall Street e soprattutto il Nasdaq (1,5%).
E così dopo aver corso per tutta la seduta, Parigi riduce i guadagni nel finale, ma riesce a strappare comunque un rialzo dello 0,3% sostenuta da EssilorLuxottica ed Hermes. Piatta Francoforte (-0,09%), mentre Milano gira in negativo nelle battute finali e chiude in ribasso dello 0,62% a 46.222 euro. In rosso anche Londra (-0.69%), Madrid (0,78%) e Amsterdam (-1,84%) su cui pesa il crollo del 16,5% della società di pagamenti digitali Adyen, penalizzata dalla revisione dei target di ricavi al 2026.
I timori sui possibili effetti che l’Ia torna a colpire i titoli tecnologici, dopo aver affossato ieri finanziari e risparmio gestito. Dopo un’apertura in rialzo, la Borsa Usa ha imboccato la strada dei ribassi: il Dow Jones cede l’1%, lo S&P l’1,23%. Ancora più pesante il Nasdaq (-1,67%).
Gli investitori premiano titoli ciclici come Walmart (+3%) e Boeing (+2%) e vendono le magnifiche sette, con Apple e Amazon che perdono il 3% e Facebook e Nvidia che cedono rispettivamente il 2,8% e l’1,8%. Sul settore pesa il crollo di oltre il 10% di Cisco Systems, dopo che il produttore di hardware ha pubblicato previsioni deludenti per il trimestre in corso.
Sullo sfondo restano gli ottimi dati sul mercato del lavoro, che il solido rapporto sull’occupazione pubblicato ieri, che se da un lato rassicura sulla tenuta dell’economia, dall’altro allontana un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve che potrebbe decidere di non toccare il costo del denaro per un periodo più lungo rispetto a quanto sperato dagli operatori. In questo senso, importante sarà la pubblicazione del dato sull’inflazione, in programma per domani, che potrebbe nuovamente cambiare le carte in tavola.
Da sottolineare anche che il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione è diminuito, nella settimana terminata il 7 febbraio, di 5.000 unità a 227.000 (seasonally adjusted), secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro. Le attese erano per un dato a 225.000.
A Milano, sugli scudi Brunello Cucinelli (+4,48%) dopo i conti di Hermes (+3,58% a Parigi) che hanno spinto il lusso in tutta Europa. E a proposito di Francia, sotto la lente Essilorluxottica (+4,2%), dopo i conti e il boom di vendite degli smart glasses prodotti con Meta.
Sul Ftse Mib corre Stellantis, che archivia la giornata con un rialzo del 5% nonostante il richiamo di circa 225mila veicoli negli Stati Uniti per airbag Takata difettosi e il taglio del target price a 7,8 euro da parte di Berenberg. Nel comparto auto occhi anche su Iveco (-0,37%), dopo la parità dopo aver chiuso il 2025 con risultati sotto le stime. La società ha però confermato che la cessione di Defence e l’Opa di Tata Motors sono in fase di completamento e in linea con le tempistiche già comunicate. Positiva Pirelli in scia a Michelin (+4,88%) che ha annunciato conti migliori delle attese.
Promosso a pieni voti invece il piano di Fincantieri (+2,87%) che prevede 1,9 miliardi di investimenti al 2030 e un ritorno al dividendo a partire dal 2028.
Fallisce invece il rimbalzo il risparmio gestito, ancora penalizzato dai timori sui possibili effetti dell’Ia sulle società finanziarie. E così FinecoBank cede un ulteriore 2,16%, mentre Banca Mediolanum segna -0,9%. Si salva Banca Generali (+0,84%). Ancora vendite anche sulle banche: Pop Sondrio (-3%), Bper (-2,3%), Mps (-1,8%). Fuori dal Ftse Mib recupera Bff Bank (+8,41%)
Sono tutte in rosso, ma lontane dai minimi di seduta le utility che, insieme a Buzzi (-8,85%), si portano in coda al Ftse Mib sin dalle prime battute della seduta. Dopo la corsa di ieri, che aveva premiato l’intero settore, oggi la peggiore è A2a (-4,7%) seguita da altri big dell’energia come Enel (-1,7%), Hera (-0,56%) e Italgas segna -0,46% dopo aver toccato mercoledì il suo massimo storico.
A pesare sul comparto sono le indiscrezioni sul Dl Energia, con la stessa premier Giorgia Meloni che da Alden Biesen ha confermato che la prossima settimana arriverà in Consiglio dei ministri “una misura molto articolata” per contrastare l’aumento dei prezzi dell’energia. Le anticipazioni di stampa parlano di possibili provvedimenti per intervenire sul mercato elettrico. In particolare, sintetizzano gli analisti di Intermonte, si starebbero valutando disposizioni per incidere sul meccanismo di formazione del prezzo sul mercato all’ingrosso (il cosiddetto “system marginal price”). E per ridurre il costo del gas, utilizzato per la generazione termoelettrica, c’è al vaglio l’eliminazione della componente ‘Ets’ (quella legata ai costi della Co2). Così come si starebbe valutando lo spostamento sulla bolletta elettrica di alcuni oneri gravanti sul gas acquistato dai produttori termoelettrici.
Sul valutario, il cambio euro/dollaro si mantiene sotto quota 1,19 (a 1,1868), mentre il Bitcoin continua a calare (-1,46%) e si attesta a quota 66 dollari.
Tra le materie prime va giù il petrolio, con il Brent sopra i 68 dollari al barile (-1,77%) e il Wti in area 63 dollari (-1,8%) dopo che l’Aie ha abbassato le previsioni di crescita della domanda per il 2026. Rimbalza del 2,4% il gas europeo ad Amsterdam a 32,9 euro al megawattora dopo il brusco calo di inizio settimana.
Nuovi realizzi sull’oro, che torna sotto quota 5mila dollari l’oncia: la consegna spot perde il 2,91% a 4.935 dollari. In forte calo anche il prezzo spot dell’argento, che si attesta a 77.971 dollari (-7,6&).
Chiusura stabile per lo spread tra BTp e Bund, che a fine seduta si attesta a 61 punti base, invariato dal closing di ieri. In calo, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato un’ultima posizione al 3,38%, dal 3,40% della chiusura precedente.