BORSE 10 FEBBRAIO: A MILANO FERRARI INGRANA LA QUARTA (+10%). SALE IL DOW JONES, L’ORO DIFENDE I 5.000 DOLLARI

La regina di Piazza Affari oggi è la Ferrari, che dopo un periodo difficile in cui il valore dell’azione era passato dai 369 euro per azione di inizio novembre ai 285 euro dell’apertura di stamattina, guadagna in una sola seduta il 10,19% tornando ben sopra la soglia dei 300 euro per azione. A spingere il titolo della casa di Maranello sono stati i risultati 2025 sopra le attese, con ricavi netti pari a 7.146 milioni di euro, in crescita del 7% e l’utile operativo (EBIT) è stato pari a 2.110 milioni di euro, in aumento del 12%. La generazione di free cash flow industriale ha superato i 1,5 milioni di euro, e l’indebitamento industriale netto a fine 2025 si è ulteriormente ridotto. L’exploit arriva all’indomani della presentazione di Ferrari Luce, la prima vettura 100% elettrica che sarà svelata integralmente il 25 maggio a Roma.

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Piazza Affari tenuta a galla dal Cavallino Rampante, giù le banche

La performance di Ferrari aiuta a mantenere l’indice Ftse Mib vicinissimo alla parità, vicino ai 47.000 punti base. A contribuire positivamente, rimanendo in ambito automobilistico, è oggi anche Stellantis +3,4% che prova a reagire dopo il tonfo della scorsa settimana, quando in una sola seduta aveva perso un quarto del suo valore dopo la pubblicazione anticipata dei risultati preliminari 2025 e una serie di annunci che hanno deluso il mercato, tanto da meritarsi uma sfilza di downgrade. Stavolta invece tradiscono e banche: in questo martedì ha presentato i conti il tandem Mps-Mediobanca, con la prima che perde il 3,45% e la seconda, in odore di delisting, che chiude sul -0,4%. Male pure Banco Bpm -2%, Unicredit -2,6%, Intesa Sanpaolo alla fine quasi aggancia la parità. Stabile lo spread Btp-Bund in zona 60 punti base, col rendimento del Btp 10 anni che scende sul 3,41%.

Parte bene Wall Street, continua la discesa di dollaro e Bitcoin

Gli altri listini europei sono contrastati e soprattutto fiacchi: Parigi appena sopra la parità, Dax di Francoforte -0,2%. Parte invece col piede giusto la Borsa statunitense: il Dow Jones incassa un altro 0,3% dopo la seduta da record di ieri, nonostante il tonfo di Coca-Cola che perde oltre il 2%. Più timido il Nasdaq, con Nvidia poco sotto la parità mentre scriviamo, mentre crollano del 2,4% Micron e del 2% circa Alphabet (Google). Poi in ordine sparso Tesla +1,2%, Microsoft +1,6%, Amazon +0,7%, Apple -0,2%, Meta -0,9%. Attenzione anche al Bitcoin che perde un altro 1% e ormai si sta stabilizzando al di sotto di quota 70.000 dollari. Il dollaro statunitense inizialmente perde sull’euro, poi mentre scriviamo recupera qualcosina ma rimane sul cambio a 1,19 con la valuta europea.

Materie prime: fiacco il petrolio, l’oro difende a fatica quota 5.000 dollari

Giornata poco mossa ma tendente al ribasso per il petrolio: a Londra il Brent oscilla poco sotto i 69 dollari al barile, mentre a New York il Wti crude oil paga poco più di 64 dollari al barile nel momento in cui scriviamo. Prosegue alta l’attenzione sulle commodities rifugio, in particolare i metalli preziosi che sono stati e continuano ad essere grandi protagonisti di questo ultimo periodo. Oggi, però, in chiave piuttosto negativa, con l’oro che cede qualcosa ma rimane ostinatamente aggrappato a quella fatidica soglia dei 5.000 dollari all’oncia, mentre il “Robin” della coppia, l’argento, registra una perdita più consistente dal punto di vista percentuale ma rimane in zona 80 dollari all’oncia.

2026-02-10T16:59:00Z