«Sono appena tornata dall’Irlanda, l’anno scorso ho vinto una borsa di lavoro della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri in una libreria della catena britannica Waterstones a Cork, ci sono stata un mese. Dopo due giorni mi sono resa conto che quello che faccio normalmente da sola, lì era diviso tra 14 persone». A parlare è Chiara Condò, anima della libreria Il Pensiero Meridiano di Tropea (Vv), l’unica nel raggio di 30 chilometri in una regione, la Calabria, tra le ultime in Italia quanto a numero di lettori. Condò ha iniziato a vendere libri a 18 anni, durante le vacanze estive, nella vecchia libreria del paese, che poi ha chiuso. È lì che ha capito la sua vocazione. Come tanti coetanei, è andata via per studiare, prima all’università, quindi alla Scuola Librai Italiani di Roma, ma poi a un certo punto è tornata, e ha aperto uno spazio tutto suo. In questi giorni ha festeggiato undici anni di attività. «È stata una sfida enorme che ho raccolto con la stupidità della gioventù», osserva oggi con ironia. Già, perché per aprire una libreria indipendente, che cioè non fa parte né della rete di punti vendita delle grandi case editrici come Feltrinelli o Mondadori, né di una catena in franchising (la maggiore è Ubik), nel nostro Paese serve parecchio coraggio. Del resto, che vendere libri sia un lavoro pericoloso lo dice il numero dei negozi in attività, in discesa di anno in anno: nel 2012 erano 3.901, nel 2025 appena 2.400.
«I problemi sono tanti e riguardano tutta la filiera, dalle concentrazioni editoriali alla distribuzione», osserva Vittorio Graziani della libreria Centofiori di Milano, Libraio dell’Anno 2025, amatissimo su Instagram (@libreriacentofiori), nonché autore di Vendere libri è una cosa seria (Utet), la guida che chiunque coltivi l’idea di aprire una libreria con lo stesso spirito romantico di chi sogna di mollare tutto per aprire un chiringuito dovrebbe leggere, per tornare con i piedi per terra. «Il peso delle librerie indipendenti nel fatturato nazionale sta subendo una continua emorragia, dieci anni fa era il 30 per cento, nel 2025 è sceso all’11», sottolinea. Un’ecatombe che miete vittime senza distinzioni, dalle minuscole librerie di quartiere alle insegne storiche più iconiche, come la Hoepli di Milano, che ha fatto la storia culturale della città con un’offerta di titoli pressoché illimitata e oggi mette a rischio il posto di lavoro di 89 dipendenti. «Le chiusure, però, sono solo il riflesso di una situazione più complessa», ragiona Graziani. «È in atto una trasformazione antropologica, nel senso che stanno aumentando indiscriminatamente le librerie delle catene, Giunti, Mondadori e soprattutto Feltrinelli, che fra l’altro ha pure minacciato di aprire vicino a noi. È il loro modo di aggredire il mercato: fatturano poco, così moltiplicano i punti vendita. Il risultato è che le librerie indipendenti si ritrovano accerchiate, anche perché, a differenza di quanto avviene in Francia, non c’è alcuna regolamentazione sulle nuove aperture».
A ciò si aggiunge la difficoltà di fare network. «A Milano c’è una rete, ma è locale, a livello nazionale non esiste alcuna associazione di categoria, il che significa non avere nessuna realtà politica che ci rappresenti, né forza comunicativa», spiega Graziani. L’altro problema si chiama Amazon. Nel 2020 una legge ha regolamentato gli sconti sui libri stabilendo un tetto del 5 per cento uguale per tutti, dagli infiniti scaffali digitali di Jeff Bezos (che prima poteva avvalersi del 15 per cento) alla piccola libreria, ma la concorrenza dell’ecommerce resta micidiale. E se ancora non bastasse, il mercato è in crisi: gli ultimi dati aggiornati dell’Associazione Italiana Editori (Aie) certificano per il 2025 un calo del 3 per cento rispetto al 2024 delle vendite di saggi e romanzi, pari a 32,6 milioni di euro in meno spesi dagli italiani. Visto che stiamo parlano di uno dei Paesi europei con il più basso indice di lettura (appena il 40,1 per cento della popolazione legge un libro l’anno), è un dato che fa la differenza.
Circondati da scaffali di novità, classici, bestseller e chicche da far scoprire, confortati da una clientela spesso di vicinato, ma assediati dai giganti del settore e in precarie condizioni economiche, i librai indipendenti fanno i salti mortali per sopravvivere. Il loro sforzo è solo pari alla passione: pur di diffondere il piacere della lettura, e ovvio, anche vendere libri, devono dare prova di inesauribili riserve di resilienza. “Eroi locali”, così sono stati definiti. Del resto, il loro raggio d’azione spesso si spinge ben oltre le vetrine dei negozi, a iniziare dai social che rappresentano per molti una formidabile opportunità. Graziani, per esempio, è stato tra i primi a parlare di libri su Instagram dove oggi il profilo della libreria è seguito da oltre 42mila follower di tutta Italia. Il suo progetto di marketing digitale, iniziato quasi per caso, in quattro anni ha fatto decollare il fatturato. Il segreto? Brevi video conditi di ironia, e un piacevole accento napoletano, in cui il libraio suggerisce volumi di qualità, selezionati in base a format irresistibili come “Bollino Vittorio” o “Bicipite del libraio: dove cominciare con...” (o come aggredire l’opera omnia di un autore).
L’inventiva è una dote sempre richiesta, ma va anche adattata alle esigenze del territorio. «Prima di aprire a Tropea ho fatto esperienze al Nord, a Treviso, a Vicenza: quello che ho appreso mi è servito, ma ho dovuto disimpararlo, perché essere indipendenti in provincia e al Sud richiede una creatività diversa», racconta Condò. «Devi ascoltare le aspettative e i bisogni delle persone, ma anche creare desideri che prima non c’erano». Tra questi, il più importante e sentito è all’apparenza molto semplice: incontrarsi per parlare di libri. «Ho creato sei gruppi di lettura, due in presenza e quattro a distanza», dice orgogliosa Condò. «L’online è essenziale perché in una località come Tropea c’è un continuo movimento di gente che va e viene, persone che decidono di spostarsi per studio o per lavoro, turisti».
Condò è un vulcano di iniziative, ma la sua volontà spesso si scontra con la logistica. «Non posso avere tutti gli scrittori che vorrei per presentare i loro libri perché una cosa è invitarli a Milano che è una grande città ben collegata, e un’altra a Tropea: per me significherebbe il triplo del lavoro, senza contare l’impegno economico. Per sostenere il costo di treno, cena e pernottamento dovrei vendere un grosso quantitativo di copie. Purtroppo, l’editoria non supporta in modo particolare i tour di scrittori al di sotto di Napoli, infatti specie quelli stranieri in Italia vanno sempre nelle stesse città. Lo trovo profondamente sbagliato: concentrare gli eventi culturali in una sola parte del Paese è indicativo di una politica culturale poco sana». Grazie ai gruppi di lettura online Condò ha bypassato gli ostacoli organizzando gli incontri in streaming: ha già ospitato diversi scrittori, dalla messicana Guadalupe Nettel all’inglese Max Porter: per ascoltarli basta acquistare il loro libro e iscriversi (@pensieromeridiano).
Un’altra attività collaterale sono le consulenze in videochiamata a persone che soffrono di “blocco della lettura”. «Lavorando in una regione dove si legge così poco, ho sempre saputo che non avrei potuto basarmi su quel 18-20% di forti lettori, ma occorreva crescerne di nuovi», dice Condò. «Quasi ogni giorno c’è qualcuno che mi dice: “Non ho mai letto un libro in vita mia”. Per me è un privilegio e un’enorme responsabilità esserci per loro». Anche fare proselitismo tra i più piccoli fa parte del gioco, tanto più che l’editoria per l’infanzia nonostante l’inverno demografico è l’unico settore con il segno più (in crescita dello 0,3 per cento). Condò oltre ad avere una sezione dedicata in libreria tiene letture animate nelle scuole, l’ultima, qualche giorno fa, davanti a una marea di 300 studenti delle medie.
Anche Marta Perego, che con il fratello Andrea alla guida della libreria Peregolibri a Barzanò (Lc), ha vinto il premio Libraio dell’Anno 2026, punta sui più giovani. «Il settore sta vivendo un momento non semplice, ma noi siamo ottimisti perché possiamo contare su un pubblico di qualità composto soprattutto da genitori molto attenti nel proporre libri ai propri bambini, e da ragazzi di 20-35 anni che studiano all’università o sono appena entrati nel mondo del lavoro», dice, sfatando a sorpresa il pregiudizio che vuole i giovani più interessati a social e videogames che a saggi e romanzi. «Al contrario, sono lettori consapevoli, vanno in profondità», rimarca Perego, che nel suo grande spazio appena fuori dal paese, in fondo a un prato della Brianza, organizza alacremente incontri e laboratori, anche in collaborazione con enti locali. «La libreria oggi non può limitarsi a essere un esercizio commerciale, rappresenta un vero centro culturale», dice.
A rischio estinzione più dei panda, i librai indipendenti combattono l’analfabetismo di ritorno in prima linea, e anche solo per questo meriterebbero maggiore considerazione. Gli strumenti per aiutarli non mancano, basterebbe copiare dai Paesi dove si legge di più. «Avere il riconoscimento di libreria di qualità è bello, per due anni la mia è stata l’unica della provincia, ma non porta alcun beneficio», lamenta Condò. «Anche in Francia c’è una rete d’eccellenza, ma farne parte significa poter offrire diversi vantaggi ai clienti». Un’altra pratica virtuosa diffusa all’estero è proporre alcuni libri novità in edizioni speciali esclusivamente per le librerie indipendenti. «In Italia, non solo non esiste nulla di simile, ma gli editori spesso spingono il pre-order su Amazon», osserva Condò. Un altro tasto dolente è la formazione. «Da noi chiunque può aprire una libreria e basta avere una decina di libri in vendita perché un bar si possa chiamare tale, ma per intraprendere questa professione ci vuole una preparazione adeguata», rimarca Graziani. Di nuovo i buoni esempi sono altrove: «In Francia e in Germania è richiesto un preciso percorso di formazione: la passione è importante, ma non ci si improvvisa».
Nella foto. La Cliff Bookstore, costruita sulla parete a strapiombo di una dolina carsica nella regione di Guangxi Zhuang, Cina.
2026-04-08T13:07:01Z