SESSISMO, RAZZISMO E ABILISMO: A ROMA TRE SAREBBERO "CENTINAIA I CASI DI MOLESTIE E ABUSI"

"I dati emersi hanno restituito con chiarezza come molestie, discriminazioni e violenze rappresentino una realtà strutturale nei luoghi del sapere, incidendo direttamente sulle condizioni di studio, lavoro e vita all’interno dell’università". Il verdetto delle associazioni studentesche è netto dopo che un sondaggio promosso da studentesse e studenti dei collettivi e dei sindacati giovanili di Roma Tre, ha raggiunto numeri impossibili da ignorare.

Si parla di circa 700 le persone che hanno risposto e più della metà hanno dichiarato di aver subito abusi, molestie e discriminazioni. Commenti sessisti, razzisti e sulle persone con disabilità. Nella maggior parte dei casi le vittime sono donne: studenti, dottorande e ricercatrici.

Le segnalazioni

"Abbiamo invitato tutta la componente accademica a rispondere", spiegano i promotori del questionario, "sia con domande a risposta chiusa che a risposta aperta, dove ogni persona ha potuto arricchire la propria testimonianza con nomi, racconti, situazioni". "Gli autori delle molestie", spiegano, "sono generalmente uomini, spesso in una posizione di potere rispetto a chi le subisce: si tratta di tutor, docenti, dottorandi" .

Si tratta di commenti inopportuni e offensivi giustificati come "scherzi" o "battute" ma che, spiega il collettivo Marielle "ci hanno restituito la situazione di malessere generalizzato della comunità studentesca e della normalizzazione della violenza di genere e dei ruoli di potere che abitano da sempre questa università". A partire dal questionario, è sorta la necessità di un confronto. A mobilitarsi sono stati l'Udu - Unione degli universitari/Ricominciamo dagli studenti, nell'ambito della "Campagna Car3", con il supporto di altri collettivi come Studenti alla Terza, Link e Marielle.

Il nuovo codice anti-molestie

"L’anno scorso, l’Osservatorio di Genere di Roma Tre, ha realizzato un report sulla cultura dello stupro e del consenso, analizzando i codici anti-molestie esistenti in Italia", raccontavano sul profilo del collettivo Marielle nel 2025, "Abbiamo scoperto che 23 atenei italiani ne sono ancora privi, tra cui Roma Tre". Per questo il report è stato presentato alla Consigliera di fiducia, al Rettore e alla Prorettrice "con la richiesta di avviare un processo partecipato, coinvolgendo la comunità accademica, studentesca e un gruppo di espertɜ formate per costruire un codice efficace". Lo stesso è stato fatto, poi, con il questionario.

In risposta, l’ateneo ha finalmente approvato il “Codice di comportamento per la prevenzione e il contrasto delle molestie, delle molestie sessuali e di ogni forma di discriminazione”, lo scorso 21 gennaio. "La lotta dal basso, la rabbia condivisa, la responsabilità collettiva di farsi carico del contrasto alla violenza negli spazi universitari, la creazione di una rete e di una comunità di riferimento, ci porta oggi a darvi questa notizia: Roma tre ha un codice antimolestie", hanno annunciato dal collettivo Marielle. Il codice va ad aggiungersi ad altre misure introdotte da Roma Tre, come il centro antiviolenza Sara Di Pietrantonio, la figura della consigliera di fiducia, oltre a esoneri dalle tasse universitarie per vittime di violenza di genere.

L’Unione degli studenti universitari ha parlato di un “percorso lungo, partecipato e costruito a partire dall’ascolto della comunità accademica”. Nel nuovo codice si legge che “il compito dell’Ateneo e dei suoi organi di rappresentanza è quello di promuovere relazioni fondate sul rispetto, contrastare dinamiche di abuso e costruire una comunità universitaria libera dalla violenza, capace di tutelare chi la attraversa e di intervenire in modo responsabile e strutturato”. Secondo attiviste e attivisti, va visto come un punto di partenza.

2026-03-10T19:07:03Z