ORA LEGALE, AL VIA L'ITER PARLAMENTARE PER RENDERLA PERMANENTE

Da circa tre settimane è scattata l'ora solare, ma i cittadini italiani non si rassegnano e sono pronti a chiedere il ripristino permanente dell'ora legale. Da anni l'Unione europea discute di eliminare questo passaggio che ogni sei mesi obbliga a spostare le lancette dell'orologio, strapazzando la nostra routine con un evidente impatto sui nostri ritmi circadiani. Dopo le recenti lamentele del premio spagnolo Pedro Sánchez, che il mese scorso ha ricordato che "la scienza dice che il cambio non porta vantaggi in termini di risparmio energetico e causa invece disturbi ai ritmi biologici", adesso anche l'Italia è pronta ad avviare l'iter parlamentare per rendere permanente l'ora legale.

La proposta per rendere l'ora legale permanente

Proprio oggi, lunedì 17 novembre, presso la sala stampa della Camera dei deputati sarà illustrata la richiesta ufficiale di indagine conoscitiva presentata alla Commissione attività produttive su impulso della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), di Consumerismo No profit e del deputato Andrea Barabotti (Lega), che punta ad abolire l'ora solare e ad adottare quella legale per tutto l'anno. "Finalmente in Parlamento qualcosa si muove sul fronte dell'introduzione dell'ora legale permanente in Italia", spiegano da Sima, che riapre la discussione sul tema a partire da una raccolta firme promossa attraverso petizioni cittadine. Sono state 352mila le adesioni raccolte dalle due organizzazioni per l'adozione permanente dell'ora legale, che promette risparmi energetici, oltre che benefici su umore e salute.

L'indagine, se approvata, dovrà valutare in modo sistemico gli effetti della misura, analizzando consumi, impatto ambientale, salute pubblica, sicurezza, abitudini sociali. Dopo le necessarie valutazioni, una proposta normativa dovrà essere presentata entro il 30 giugno 2026. L'iniziativa prende avvio dalla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione Europea nel 2018, alla quale parteciparono 4,6 milioni di cittadini europei. In quell'occasione, l'84% dei votanti si espresse a favore dell'abolizione del cambio dell'ora. Nel 2019 il Parlamento Europeo approvò una proposta di direttiva per lasciare ai singoli Stati la libertà di scegliere tra ora legale o solare permanente; tuttavia il processo si arenò per una mancanza di accordo tra gli Stati membri. Portogallo e Grecia, infatti, si opposero fermamente e anche l'Italia preferì mantenere lo status quo.

Ora legale permanente, quali Paesi ne traggono vantaggio?

A trarre vantaggio dall'abolizione dell'ora solare sarebbero in particolare i Paesi del sud dell'Europa, come appunto l'Italia, ma anche la Spagna, il Portogallo e la Grecia, a cui un'ora in più di luce la sera, levandola all'alba, permette significativi risparmi di energia alle famiglie e alle imprese. Guardando al nostro Paese, secondo Terna nei soli sette mesi del 2025 l'Italia ha risparmiato 90 milioni di euro grazie all'orario estivo. Sul fronte ambientale, la riduzione delle emissioni annuali oscilla fra le 160mila e le 200mila tonnellate di Co2, equivalenti all'assorbimento di 2-6 milioni di alberi. Come ricorda il Corriere della sera, mantenere l'ora legale tutto l'anno genererebbe un risparmio di circa 720 milioni di kWh con un beneficio economico annuo di circa 180 milioni di euro.

Esattamente opposto è il discorso per i Paesi nordici, dove le giornate estive sono sempre lunghe e quelle invernali brevi, con alternanza tra luce e buio poco o per niente percettibile, anche spostando in avanti o indietro le lancette dell'orologio. Clima, latitudini, temperature e abitudini così diversificate in Europa, rendono difficile immaginare una normativa unica per tutti. Forse è davvero arrivato il momento di cambiare.

2025-11-17T12:07:05Z