Le edicole chiudono? Lunga vita alle edicole! Se l’editoria cambia i canali di distribuzione di giornali e riviste, non per questo dobbiamo fare a meno dei chioschi che presidiano piazze e strade, da sempre crocevia dei quartieri, luoghi di incontro, di chiacchiere, di passaparola. I giornali si vendono on line o nella grande distribuzione? Allora le edicole facciano altro per integrare i loro guadagni, hanno pensato i sindaci. Modificati i regolamenti, si è permesso alle rivendite di giornali di trasformarsi: a Firenze, grazie a una convenzione con il Comune, in una ventina di edicole vi stampano i certificati anagrafici. A Venezia come a Roma le edicole sono diventate irriconoscibili chioschi stracarichi di chincaglieria. A Milano perlopiù vetrine per eventi di sponsorizzazione.
Indagando cosa succede alle edicole quando si abbassa definitivamente la serranda (erano 36mila nel 2010, oggi sono circa 10mila), si scopre quanto vengano rimpiante dai residenti e come, con un po’ di fantasia, determinazione e buona volontà, possano avere nuova vita come spazi multifunzionali, sportelli sociali, pop-up per micro-eventi, librerie, radio e quant’altro.
La madre di tutte le edicole di nuova generazione è la 518 di Perugia. Sono passati 10 anni da quando un gruppo di creativi e artisti che gravitavano attorno alla rivista Emergenze ha pensato di utilizzare quei quattro metri quadrati in via Sant’Ercolano 42 per farne la loro finestra sul mondo. Ed è diventata una nuova impresa, come ci racconta Alberto Brizioli. «È facile fare un bel restyling, più difficile trovare la sostenibilità economica per quelli come noi che vogliono vivere di carta. Abbiamo cominciato vendendo non più la stampa generalista, ma solo riviste di nicchia, in particolare di architettura, design, moda, oltre ai libri della nostra casa editrice indipendente e organizzando, qui nella piazzetta, piccoli eventi come presentazioni o talk sui temi più vari, cercando di lavorare sempre con le persone del quartiere». Edicola 518 è cresciuta negli anni con l’apertura, a pochi metri, di una libreria e poi anche di una vineria, un triangolo perfetto lo definisce Brizioli. In vista del decennale, Edicola 518 si è aggiudicata un bando ministeriale sulla rigenerazione urbana con l’idea di invitare le persone a riprendersi gli spazi commerciali che un po’ dovunque languono. Un microcosmo, quello della 518, che vive di attività artistiche come di e-commerce, di risvegli musicali con colazione gourmet il sabato mattina o di aperitivi vegani il lunedì. Con un’identità sempre più forte a Perugia.
Esperienza affine quella di Periodico 11.11 in piazza Edison a Firenze, un chiosco anni Sessanta in ferro battuto. A rilevarla sono stati i gestori della libreria TodoModo. «Siamo consapevoli delle difficoltà, le edicole hanno margini bassissimi, ma volevamo fortemente difendere questo che per noi è uno spazio sociale», racconta Pietro Torrigiani, che ha mantenuto l’attività di vendita di giornali incrementando il settore di riviste lifestyle, foto e viaggi, e l’ha affiancata ad articoli di cancelleria e libri per bambini. A differenza di 518 di Perugia, Periodico 11.11 è sufficientemente grande, circa 30 metri quadri, per contenere tutto quello che la fantasia dei librai di TodoModo riesce a concepire: corsi di scacchi per bambini, una sala di registrazione, una radio di quartiere, e con la bella stagione, spazio per eventi, presentazioni di libri, esposizione degli “strilli d’autore”, locandine-civette a disposizione di scrittori che ogni mese possono lanciare un messaggio, anzi, un urlo alla città e al mondo. «Questa edicola è sempre in rosso», ammette Torrigiani. «Non porta soldi, noi la usiamo come megafono, come mezzo di comunicazione. Lo ammetto, tra le attività che facciamo è la nostra preferita. E poi è un investimento sul futuro. Le edicole sono macchine dello spazio e del tempo, come abbiamo scritto sul pavimento: se ben usate possono andare lontano. Noi speriamo che possa essere recepito qual è il valore di un’edicola per il quartiere».
A Bologna, in piazza Bernardi (quartiere Barca), quando si è saputo che l’edicola della signora Pina avrebbe chiuso – era il maggio 2020, in pieno Covid – un gruppo di persone della zona, parlandosi per strada pur a debita distanza come era d’obbligo in quei mesi, ha creato una cooperativa sociale di comunità, “Il passo della Barca”, con lo scopo di acquistare l’edicola. «Volevamo salvare il presidio», ci racconta la portavoce della cooperativa, Annalisa Braga. «Con un nuovo edicolante, si è tirato avanti fino al 2022, ma a stento, perché non è più un’attività che possa sostenere una famiglia, almeno in questo quartiere. Quando anche il nuovo edicolante ha lasciato, è ripresa una riflessione collettiva che ha portato i 111 soci della cooperativa a decidere di lasciarla aperta come presidio non commerciale». Grazie a un patto di collaborazione con il Comune, Il passo della Barca ha trovato una formula giuridica per tenere aperta un’edicola anche se non è più tale. Oggi è uno spazio aperto, non presidiato, che funziona da book-crossing, galleria d’arte, ludoteca, spazio per letture o mercatini per il riuso. Un luogo di incontro che sfrutta anche il giardino adiacente. «Abbiamo voluto che rimanesse un luogo di aggregazione aperto alla cittadinanza, e non l’ennesima piadineria», precisa Braga.
Stesso copione a Verona in piazza XVI Ottobre, nello storico quartiere Veronetta, dove un’edicola degli anni Quaranta, chiusa nel 2021, rischiava di essere smantellata e rimanere un quadrato sbiadito sull’asfalto. Lì una decina tra associazioni e imprese sociali con capofila D-Hub si sono aggiudicate un bando di Cariverona che ha permesso che l’edicola, ribattezzata Buone nuove, diventasse un luogo di relazioni e di cultura, con uno sportello dove è presente un’operatrice specializzata che fa da punto di ascolto, informazione e orientamento per i servizi sociali, ma anche un centro dove si organizzano passeggiate ecologiche ed eventi culturali. «In un tempo in cui gli spazi di incontro sono sempre meno, l’edicola è rimasta come un presidio di sicurezza e legalità, una presenza positiva che crea dialogo con chi ha bisogno di ascolto», ci spiega Maria Antonietta Bergamasco, una delle volontarie più assidue dell’edicola salvata, insieme ad un’altra decina di donne. Oggi Buone nuove partecipa ad ArtVerona, a un festival di giochi di strada, al Veronetta market, a riprova della sua utilità collettiva. Un’altra edicola sociale è nata a Parma e si chiama Equa, che sta per Edicola quartiere Annunziata, in piazza delle Barricate. Grazie all’associazione Ciac, Centro immigrazione asilo e cooperazione, e al contributo di Cariparma, il punto vendita dei giornali è diventato un centro di ascolto e dialogo con il quartiere che lavora sulla multiculturalità e per l’inserimento dei richiedenti asilo.
Le nuove vite dei chioschi sono le più diverse: a Roma in piazza Imola (tra San Giovanni e Re di Roma) è stata riaperta Santedicola. Pianta ottagonale, restyling curato in stile scandinavo, vende una piccola selezione di stampa italiana, ma soprattutto riviste straniere, libri, insieme con bibite e cibo confezionato. Sarà l’impresa individuale del suo proprietario, Gaetano Orefice, che passava ogni giorno davanti a quell’edicola e non si capacitava che fosse abbandonata. «Sarà un luogo a disposizione di chi lo vorrà utilizzare per il lancio di un nuovo prodotto, per eventi temporanei o laboratori creativi, ma soprattutto vorrei che diventasse un luogo di incontro per il quartiere, uno spazio sicuro e conviviale».
Le edicole più appetibili restano quelle delle vie centrali delle grandi città, utilizzate anche solo come vetrine o pop-up store. Nove sono quelle rilevate a Milano da Civic: continuano a vendere una selezione di giornali e magazine specializzati soprattutto di moda e design e si sostengono ospitando eventi di marketing, lanci di prodotti, campagne pubblicitarie. Non vivono solo di carta e informazione, ma restano presidi più o meno commerciali e per gli usi più diversi: sono state utilizzate anche dagli allievi del Piccolo Teatro per flash mob di presentazione della stagione teatrale. Lunga vita alle edicole!
2026-04-06T17:07:02Z