DI SPALLE è TUTTO UN ALTRO MONDO

Un bel paio di calzettoni sportivi verde fluorescente spiccano su quello scooterone che svolta a destra. Il padre lo sta portando agli allenamenti di calcio, e lui, bello comodo dietro, si lascia condurre sul campo, nel tragitto muove un po’ le gambe che schizzano colore in aria.

In coda nell’attesa di mettere il naso in una cella monacale dove accanto agli affreschi di Beato Angelico sono accostate delle piccole tele di Rothko, le teste delle persone dondolano, si fanno spazio per avvistare sempre più da vicino la meraviglia che le attende.

In questi giorni, dopo aver sfogliato moltissime foto di matrimoni che verranno pubblicati, ho osservato gli invitati presi di spalle, tutti in cerca della visuale perfetta per guardare i due innamorati dirsi “sì”. In coda alla macchinetta del caffè sbircio la scelta di chi mi ha preceduto: di spalle non puoi vedere di cosa ha voglia qualcuno, attendo che scelga la dose di caffeina, zucchero e latte necessaria. Al supermercato passo in rassegna per qualche istante il nastro che si arricchisce di alimenti e peccati di gola messi in ordine, e prima che la persona si appresti a pagare mi immagino chi possa essere, che abitudini possa avere. Poi, quando si gira per imbustare, posso godermi un identikit più chiaro.

A teatro l’altra sera ero dietro a due ragazzi che friggevano nell’attesa dell’inizio: due ore dopo, appena si sono accese le luci e sono scrosciati gli applausi, uno dei due è schizzato sul palco a prenderseli quei clap-clap. Era il regista dello spettacolo e di spalle, nella curiosità che ha mostrato nelle due ore precedenti, è stato esattamente uno di noi.

Al lavoro ho imparato a riconoscere le persone grazie a tutte le volte che sono stata seduta dietro di loro: capelli idratati, giacche stropicciate, schiene dritte, posture curve, continuo rovistare nelle tasche, bavaro su, bavero giù, cappelli importanti, teste rasatissime (che concedono più visuale a chi vi è dietro).

Per giorni e giorni resto seduta con mio marito in moto: passano i tornanti, cambiano i cieli, si smontano le città per diventare foreste, si macinano chilometri, ti piove addosso. Il casco, la schiena e le braccia mi fanno ancora romanzare chi possa esserci lì dentro, anche se lo conosco abbastanza bene.

Di spalle è sempre tutto un altro mondo.

Il punto di vista migliore per osservare il dietro le quinte delle persone rimangono le code che ti fanno annoiare, languire e immaginare moltissimo. Attitudini, dettagli, comportamenti visti solo con i lati B delle nostre vite, quel corpo senza volto che già dimostra così tanto di noi e lascia un bel margine alla scoperta. Poi arriverà sempre il momento in cui quella nuca di capelli stropicciati si gira, e: o ti tradisce con un volto che non vorresti aver incontrato, o ti sorprende con un naso storto super sexy, o ti smonta con una smorfia snob inutile. Senza ritocchini: viva quel secondo di scoperta.

2026-04-08T11:07:05Z