PICCOLI RAEE, NEGOZI ITALIANI PROMOSSI PER LO SMALTIMENTO. MA I RIFIUTI RESTANO NEI CASSETTI

Smaltire gratuitamente un vecchio smartphone, un mouse, un phon o un telecomando sotto i 25 centimetri è più semplice di quanto si pensi. Almeno nei negozi. Secondo l’indagine ‘Missione RAEE: Zero scuse’, presentata a Milano da Legambiente e sostenuta da Erion WEEE, nell’86% dei casi i grandi punti vendita di elettronica sopra i 400 metri quadrati consentono il conferimento gratuito dei piccoli RAEE con la formula ‘1 contro 0’, senza obbligo di acquisto. Eppure, se si guarda ai numeri complessivi della raccolta, emerge un paradosso: per i piccoli RAEE il tasso di intercettazione in Italia non arriva al 15%

La formula ‘1 contro 0’ non è una prassi volontaria, ma un obbligo normativo in vigore dal 2016. La legge impone ai punti vendita di apparecchiature elettriche ed elettroniche con superficie superiore ai 400 metri quadrati di ritirare gratuitamente i piccoli RAEE - i dispositivi con lato maggiore inferiore ai 25 centimetri - anche senza l’acquisto di un prodotto nuovo. È diverso dal più noto ‘1 contro 1’, che prevede il ritiro solo a fronte dell’acquisto di un’apparecchiatura equivalente. Nel primo caso il conferimento è un diritto del cittadino, nel secondo è legato alla sostituzione.

A dieci anni dall’introduzione dell’obbligo per la grande distribuzione, Legambiente ha verificato quanto la norma sia effettivamente applicata. Tra ottobre e novembre 2025 volontarie e volontari hanno visitato in incognito 141 punti vendita in otto regioni. Nell’84,4% dei casi gli addetti hanno risposto positivamente alla richiesta di conferire un piccolo RAEE idoneo. Nel 14% dei casi il conferimento non è stato consentito: 11 esercizi hanno dichiarato di effettuare solo il servizio “1 contro 1”, altri hanno limitato la raccolta a specifiche categorie come le lampadine. In circa il 16% dei negozi il personale non era a conoscenza del servizio “1 contro 0”

Dal punto di vista territoriale, Lombardia, Toscana e Puglia risultano tra le regioni più virtuose, mentre Sardegna e Campania registrano percentuali più basse, pur superiori al 60% di risposte positive secondo i dati diffusi.

La distribuzione organizzata, nel complesso, appare allineata all’obbligo. “Promossi a pieni voti. I rivenditori di elettronica di consumo sono i campioni nella raccolta dei piccoli RAEE. L’intero sistema 1 contro 0 funziona grazie alle nostre imprese mentre i Comuni latitano e le piattaforme online sono assenti, sono le nostre imprese a svolgere una onerosa attività di supplenza”, afferma Davide Rossi, direttore generale di AIRES. Non più il retail come anello debole del riciclo, ma come pilastro del sistema.

Il contesto però racconta una storia più complessa. Secondo il Global E-waste Monitor 2024, nel 2022 nel mondo sono state generate 62 milioni di tonnellate di RAEE. Nelle case degli italiani si stimano oltre 200 milioni di apparecchiature non funzionanti o inutilizzate, in media nove per famiglia. Oggetti piccoli, a basso valore percepito, spesso dimenticati nei cassetti. “Mi aspettavo risultati più bassi perché il punto di partenza è che per quanto riguarda i piccoli RAEE noi abbiamo un tasso di raccolta del 14% quindi ogni 100 Kg venduti, soltanto 14 Kg vengono raccolti”, osserva Giorgio Arienti, direttore generale di Erion WEEE. “Questo fa a pugni con il fatto che i negozi sembrano abbastanza pronti nell’offrire servizi 1 contro 0”, aggiunge. Per Arienti il problema non è tanto la disponibilità del punto vendita, quanto l’impianto complessivo: “Pensare che la raccolta dei piccoli RAEE possa avvenire soltanto attraverso le isole ecologiche e l’utolizzo del servizio 1 contro 0 è sbagliato. Quando usciamo di casa per andare nel piccolo negozio a comprare qualcosa i Raee restano a casa, ci dimentichiamo”. Il target europeo del 65% di raccolta resta lontano: “È un quadruplo salto mortale. Dobbiamo cambiare rotta”.

La questione è anche di visibilità e semplicità. Solo in due punti vendita erano presenti informazioni chiare sul servizio. Nel 59,2% dei casi il rifiuto è stato conferito in un contenitore dedicato e visibile, nel 38,3% ritirato alla cassa. La norma esiste, ma non sempre è evidente al consumatore.

“Il vero problema siamo noi cittadini, che non conosciamo molto questa norma”, osserva Andrea Di Palma, segretario nazionale Adiconsum. Una parte della responsabilità è culturale: scarsa informazione, diffidenza, abitudini consolidate.

Sul piano economico, la filiera resta fragile. “I costi sono superiori ai ricavi. Non bastano a coprire i costi della filiera. Chi li copre? I produttori di apparecchiature elettroniche che applicano il contributo che manca a finanziare. Se aggiungessimo elemento di ricompensa al consumatore, vi sarebbe un aumento del contributo ambientale”, spiega Arienti. Premiare economicamente il conferimento significherebbe, di fatto, redistribuire il costo lungo la catena.

Accanto al tema della raccolta, AIRES sollecita un intervento normativo sulla riparazione. L’associazione chiede al Parlamento e al Governo di rendere più semplice ed economicamente sostenibile la riparazione dei prodotti e di recepire in modo efficace la Direttiva europea sul “Right to Repair”, con l’obiettivo di favorire la riparabilità e l’allungamento della vita utile dei beni. È un passaggio che sposta il focus a monte: meno rifiuti significa anche prodotti progettati per durare di più. Sul fondo resta la dimensione strategica. “Non dimentichiamo che i RAEE, se non correttamente conferiti, possono avere impatti ambientali pericolosi”, ricorda Ciafani, ma “conferirli correttamente significa anche permettere di riciclare materie prime fondamentali, tra cui spiccano le materie prime critiche che sono sempre più al centro di tensioni geopolitiche”. Il riciclo dei piccoli dispositivi diventa così parte di una questione industriale e di autonomia strategica.

Il quadro che emerge, quindi, è meno lineare di quanto suggerisca l’86% iniziale rilevato da Legambiente. I negozi, nella maggioranza dei casi, rispettano l’obbligo e la distribuzione rivendica un ruolo centrale. Ma i numeri della raccolta raccontano che il sistema, nel suo complesso, non intercetta ancora ciò che si accumula nelle case. I piccoli RAEE non mancano, restano nei cassetti.

2026-02-12T15:45:30Z