MICROSOFT E APPLE SI RITIRANO DAL CDA DI OPENAI PER SFUGGIRE ALL'ANTITRUST

Nel panorama dell'intelligenza artificiale, si stanno verificando movimenti strategici significativi. Microsoft e Apple stanno riducendo il loro coinvolgimento nel consiglio di amministrazione di OpenAI, la società che ha sviluppato il popolare chatbot ChatGPT.

Microsoft ha deciso di rinunciare al suo ruolo di osservatore nel consiglio di amministrazione di OpenAI. La motivazione dietro questa decisione è legata ai progressi significativi compiuti dal nuovo consiglio di OpenAI, che hanno portato Microsoft a ritenere che il loro ruolo non fosse più indispensabile per la direzione dell'azienda.

Apple, che in precedenza aveva accettato un posto nel consiglio di amministrazione di OpenAI come parte di un accordo per integrare ChatGPT nei suoi dispositivi, ha deciso di non assumere questo ruolo. Questa mossa segna un cambiamento nelle dinamiche di collaborazione tra Apple e OpenAI.

La crescente "minaccia" dell'Antitrust ha condizionato Microsoft e Apple?

In risposta a questi cambiamenti, OpenAI ha adottato un nuovo approccio per informare e coinvolgere i principali partner strategici. Questo approccio include regolari incontri con partner come Microsoft e Apple, nonché con investitori come Thrive Capital e Khosla Ventures. Si ipotizza che le decisioni di Microsoft e Apple siano state influenzate dal crescente scrutinio delle autorità antitrust sugli investimenti delle grandi aziende tecnologiche nelle startup di intelligenza artificiale.

Regolatori negli Stati Uniti e nell'Unione Europea stanno esaminando la partnership tra Microsoft e OpenAI, temendo che possa limitare la concorrenza nel mercato dell'intelligenza artificiale. La rinuncia di Microsoft e Apple al consiglio di amministrazione di OpenAI potrebbe avere un impatto significativo sul futuro della società.

Resta da vedere come OpenAI si evolverà e come gestirà le relazioni con i suoi partner strategici alla luce di queste nuove sfide. Le decisioni di Microsoft e Apple evidenziano le crescenti preoccupazioni riguardo al potere delle grandi aziende tecnologiche e al potenziale impatto negativo dei loro investimenti sulle dinamiche competitive del mercato.

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