ILIAD, LA PAROLA ALLE AUTORITà DI VIGILANZA

In relazione all'articolo pubblicato ieri sul Giornale dal titolo «L'ambigua strategia di Iliad che ha spento le tlc italiane» a firma di Osvaldo De Paolini, precisiamo quanto segue:

- Iliad è in Italia da sei anni, ha investito oltre 4 miliardi e mezzo di euro, costruito una nuova rete mobile di ultima generazione, generato un impatto positivo sulla produzione nazionale di oltre dieci miliardi, creato direttamente e indirettamente decine di migliaia di posti di lavoro;

- i ricavi del settore in Italia sono in calo da molti anni prima del nostro arrivo. Puntare il dito contro Iliad e il nostro lancio commerciale come causa della crisi, è sminuente nei confronti di tutto il settore;

- se vogliamo rilanciare il settore, dobbiamo capirne seriamente i problemi, nell'interesse dello stato di salute della nostra industry, senza timore di confrontarci con la ricerca e con i dati, con trasparenza. Le offerte riservate fanno male a tutto il settore. Lo dice Antitrust. Lo ha detto Mediobanca, lo ha detto Intermonte. Lo dice il fatto che non si fanno in alcun altro Paese d'Europa;

- Iliad continuerà ad investire nelle reti, nelle tecnologie, nella costruzione di un legame di fiducia con la nostra comunità di utenti. E, nel solco delle attività iniziate nel 2022 con la Luiss, continuerà a sostenere ogni tipo di studio e di ricerche che possa fare chiarezza sulle dinamiche che distruggono valore.

Benedetto Levi

Amministratore delegato Iliad Italia

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Prendiamo atto delle precisazioni dell'ad di Iliad che però nulla smentiscono e nulla aggiungono alle conclusioni della nostra inchiesta sulle attività di dumping nel settore delle tlc. A questo punto sarebbe opportuno che a pronunciarsi fossero le autorità di vigilanza, che non a caso hanno acceso un faro sulle dinamiche che negli ultimi anni hanno dominato sul mercato delle telecomunicazioni italiane.

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