Prosegue in rally la settimana dei listini europei, che chiudono oggi una seduta positiva dopo i forti rialzi di ieri. Milano, +1,24%, tocca i massimi da oltre 24 anni a 44.438 punti base al traino di Cucinelli +5,29%, Stellantis +4,49%, Recordati +3,97%, Saipem +3,94% e nonostante il tonfo di Inwit -11,33%. Brillano le banche. Oltreoceano, smaltita in parte l’euforia per la prossima fine dello shutdown, tornano invece i dubbi sulle elevate valutazioni dei titoli dell’intelligenza artificiale e Wall Street procede contrastata.
A fine corsa una delle piazza europee migliori è Parigi +1,25%, grazie alle grandi firme e in particolare alle indiscrezioni su Louis Vuitton (+2,07%) che animano tutto il settore. Secondo Bloomberg il gigante del lusso aprirà importanti boutique in Cina a dicembre e sta valutando ulteriori espansioni nell’area, segnalando primi segnali di ripresa delle vendite nel celeste impero.
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Fanalino di coda è Francoforte +0,48%, con l’umore dell’economia tedesca di novembre in calo, a sorpresa, a 38,5 punti dai 39,2 punti di ottobre (secondo la rilevazione dell’Istituto Zew). Le attese erano per una crescita a 40 punti. Secondo Achim Wambach, presidente dello Zew la fase “è caratterizzata da un calo di fiducia nella capacità della politica economica tedesca di affrontare le questioni urgenti. Sebbene il programma di investimenti possa fornire uno stimolo economico, i problemi strutturali continuano a persistere”.
Salgono in misura robusta Londra +1,15%, Amsterdam 0,99%, Madrid +1,33%. Un’euforia che affonda le sue radici anche in una stagione delle trimestrali che volge al termine e che rivela uno stato di salute delle imprese continentali in miglioramento. I dazi per ora non hanno fatto troppi danni e, secondo Lseg I/B/E/S, le aziende europee dovrebbero registrare una crescita media del 6,2% degli utili nel terzo trimestre, superiore al 4,3% previsto dagli analisti una settimana fa.
Nella mattina americana tratta in ordine sparso Wall Street, dopo i robusti guadagni di ieri: il DJ si apprezza dello 0,37%, mentre lo S&P 500 arretra dello 0,31% e il Nasdaq perde lo 0,73%.
I timori di bolla relativi ai titoli legati all’intelligenza artificiale continuano ad affacciarsi periodicamente sul mercato e oggi, ad accenderli, sono le deludenti previsioni di CoreWeave (-13,94%) azienda di cloud computing per l’AI con sede a Livingston, nel New Jersey. Inoltre pesa il ribasso di Nvidia (-3,22%), sulla notizia che Softbank, investitore tech giapponese, ha venduto tutte le azioni del colosso dei chip in suo possesso, per 5,83 miliardi di dollari. La vendita è avvenuta a ottobre e riflette lo spostamento dell’attenzione di Softbank verso OpenAi, in cui ha investito decine di miliardi e con cui prevede di fornire servizi di intelligenza artificiale in Giappone.
Intanto il mercato si comincia a interrogare sui dati macro che progressivamente dovrebbero riprendere la pubblicazione. L’iter per arrivare alla riapertura delle attività governative dovrebbe concludersi domani e, a partire da giovedì, si potrebbe fare luce sulla crescita economica a stelle e strisce e successivamente sull’occupazione con i report di settembre e ottobre ancora congelati. Un velo che pesa come un macigno sul futuro della politica monetaria, viste le recenti le indicazioni arrivate dal settore privato.
Nell’attesa di un quadro macroeconomico Usa più chiaro il dollaro perde leggermente terreno contro le principali valute. In particolare si rafforza dello 0,3% l’euro, per un cambio di 1,159,dopo aver superato la soglia di 1,16. Tra le materie prime è poco mosso l’oro, con la consegna immediata che tratta a 4109,56 dollari l’oncia (-0,16%), mentre cammina spedito il petrolio. Il prezzo del future Brent, gennaio 2026, mostra una crescita dell’1,37% a 64,94 dollari al barile, mentre il greggio texano di dicembre tratta a 60,95 dollari (+1,36%).
In Piazza Affari restano sotto i riflettori le banche, con Mps (+2,98%) in vetta ai titoli del comparto trainata dalle ipotesi su un maxi dividendo e sulla possibilità, rivelata dal Sole 24 Ore, di una revisione delle alleanze con Axa e Anima Holding, rispettivamente nella banca-assicurazione e nell’asset management. Archiviano una seduta in denaro anche le big, Intesa +1,33% e Unicredit +1,59%. Quest’ultima ha deciso di perseguire le sue aspirazioni su Banco Bpm (+0,61%), facendo ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar sui paletti del ‘golden power’ posti dal governo, in relazione all’Ops, poi fallita, sull’istituto di Piazza Meda.
La maglia nera del giorno va a Inwit, penalizzata dalla revisione al ribasso della guidance a medio e lungo termine a causa del protrarsi del difficile momento del mercato delle telecomunicazioni in Italia. In scia, JP Morgan ha abbassato la raccomandazione a ’neutral’ da ’overweight’. Arretrano inoltre Leonardo -1,67% e Lottomatica -1,37%. Fuori dal paniere principale Technoprobe (+19,37%) balza ai massimi storici dopo aver fornito una guidance per il quarto trimestre migliore delle aspettative degli analisti.
Riprende quota Avio +12,50%. Si apprezza Ovs, +2,46%, che ha lanciato un’offerta vincolante per l’acquisto di Kasanova, marchio leader nella distribuzione di articoli per la casa. Si conferma debole Piaggio -2,01%, dopo i conti sotto le attese e il downgrade di Intermonte a ‘Neutral’ (target 2,10 euro).
Sul mercato secondario si allarga leggermente lo spread tra Btp decennale e Bund di pari durata, che chiude a 74 punti base, con tassi rispettivamente al 3,4% e 2,66%.